Boom di Valeria Marini vorrebbe invitare le donne a tirare fuori il meglio ma evidenzia solo il peggio

Boom di Valeria Marini nasce con l'intento di parlare alle donne. Ciò che viene fuori, invece, è un autoritratto pieno di presunzione

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Parlare di Boom di Valeria Marini significa scoperchiare tantissime pentole messe sul fuoco senza contenuti. L’incendio è garantito, ma non parliamo di fiamme che arrostiscono l’estate come solo le hit meritevoli sanno fare.

Ciò che ascoltiamo è l’ennesimo minestrone latino-americano sul quale si dipingono cose trite e ritrite, locuzioni iberiche e ammiccamenti maldestri che giocano sull’imitazione. Probabilmente è così: Valeria Marini vuole solo giocare e chi la critica non ha il senso dell’umorismo.

Per fortuna, infatti, il pezzo fa ridere. Stolto chi non lo fa, probabilmente, ma si ride anche quando qualcuno scivola su una buccia di banana. Va bene, a quello slogan: “Baci Stellari” ci siamo rassegnati, ma se per azzeccare il singolo dell’estate esordisci con: “Sono una chica loca” con la voce riscaldata dal chorus messo sulla traccia vocale lasci già intendere che il tuo argomento non si realizzerà.

Un argomento sul quale la stessa Marini aveva premesso che sarebbe stato un brano dedicato alle donne che vogliono tirare fuori il meglio dalla loro stessa energia. “Soy muy bonita, amo la vita”, ah, okay.

Legittimo e sacrosanto cercare le vibrazioni positive con una canzone spensierata, scritta con frasi semplici e disimpegnate per cercare altrettanto disimpegno dopo mesi di angoscia dovuta al lockdown e alla paura. Sì, è legittimo ma il reggaeton è qualcosa di più dignitoso, pur se non piace a tutti.

La donna, soprattutto, è l’universo nobile che non merita la superficialità di un testo del genere. La libertà sessuale, la bellezza e la spensieratezza sono sacre e intoccabili, e non possono essere un pretesto per precipitare nel luogo comune.

Boom di Valeria Marini è una canzone in cui la soubrette ha la pretesa di parlare a nome di tutte le donne mentre invece parla chiaramente di se stessa. Sappiamo che lei è qualcosa di più, qualcosa di meglio, ma con Boom di Valeria Marini non c’è alcuno sforzo di migliorarsi, troviamo piuttosto una fotografia del peggio di sé.

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