Audio e testo di Quando dei Tre Allegri Ragazzi Morti: “Un pensiero di conforto in questi giorni di quarantena”

La band di Pordenone racconta la quarantena immaginando Romeo e Giulietta in motorino

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Quando dei Tre Allegri Ragazzi Morti è il nuovo singolo della band di Pordenone pubblicato nelle ultime ore. La squadra di Davide Toffolo si unisce alla grande trincea degli artisti che pubblicano nuova musica ai tempi del Coronavirus e che quindi non si lasciano fermare dal lockdown.

Un brano, Quando, nato precedentemente alla pandemia come la stessa band specifica sui social: il brano è stato scritto insieme a Luca Galizia – meglio noto come Generic Animal – e fino a pochi giorni fa era ancora in fase di elaborazione. Chitarre e basso erano stati già registrati presso il Bleach Studio di Gittana (Lecco) mentre la batteria era stata già registrata presso l’Alambic Studio di San Foca (Pordenone). Il resto è una storia di lavoro in remoto.

“Poi è arrivato il virus e abbiamo trovato il modo di chiuderla solo così, ognuno dalla sua stanza, in remoto. Davide Toffolo ha aggiustato il testo alle sue corde e lo ha contestualizzato cercando di infondere un barlume di speranza, evocando una sorta di Romeo e Giulietta ai tempi della quarantena, in motorino. Speriamo che ‘Quando’ faccia compagnia in questi giorni di distanziamento sociale. Ascoltiamola e cantiamola che quando finirà, sarà una festa.

Quando dei Tre Allegri Ragazzi Morti è infatti un brano in cui si respira un’allegria amara e malinconica, grazie all’impiego delle scale maggiori nella loro coniugazione meno incline alla spensieratezza. Chitarre acustiche, basso e batteria creano l’organismo pop che sta sempre alla base dell’opera della band di Davide Toffolo, ma che si distorce con l’attualizzazione dei versi.

L’ultimo album dei tre musicisti mascherati di Mai Come Voi è Sindacato Dei Sogni (2019), ma proprio pochi giorni fa i Tre Allegri Ragazzi Morti hanno festeggiato i primi 10 anni del disco Primitivi Del Futuro (2010) che, tra le tracce, conteneva La Faccia Della Luna che Jovanotti ha interpretato nel disco Lorenzo Sulla Luna. Il disco, infatti, ha rappresentato la svolta stilistica e semantica della squadra di Davide Toffolo che per la prima volta ha rivolto i testi a un pubblico più adulto. Primitivi Del Futuro è stato il primo disco in cui i Tre Allegri Ragazzi Morti hanno esplorato il reggae e il dub.

10 anni dopo il lancio, Primitivi Del Futuro è stato ripubblicato in un’edizione speciale in vinile contenente anche la versione de La Faccia Della Luna di Jovanotti.

Il sodalizio tra i Tre Allegri Ragazzi Morti e Jovanotti, del resto, non è cosa nuova: nell’album Inumani (2016) è presente il brano In Questa Grande Città (La Prima Cumbia) in cui canta anche Lorenzo, e le loro due realtà si erano incontrate anche sul palco dello Stadio Olimpico di Torino il 16 luglio 2013 e avevano cantato insieme La Mia Vita Senza Te, brano estratto dal disco Nel Giardino Dei Fantasmi (2012).

Quando dei Tre Allegri Ragazzi Morti arriva per consolare e abbracciare virtualmente i fan con quel taglio fiabesco e urbano che è tipico della band di Davide Toffolo, un progetto che ancora oggi si distingue come un esempio di poesia metropolitana underground sempre sul pezzo.

Quando dei Tre Allegri Ragazzi Morti – Testo

Dimmi quando potrò
passare a prenderti
non dirmi mai più di no
vieni giù arrenditi

Se resto ancora
un’ora sola
dentro a questa casa
che è la mia prigione
preferirei infrangere
la legge della quarantena
che stare ancora con un libro in mano
a leggere il futuro

Guarda la natura
s’è ripresa tutto
lo voglio fare anch’io
io mi riprendo te
fare come l’orso
che cammina sulla strada
senza chiedersi ragione
per quello che vuole

Dimmi quando potrò
passare a prenderti
non dirmi mai più di no
vieni giù arrenditi

Pensarsi invulnerabili
è una questione di fiducia
va bene hai vinto tu
mi stai facendo male
peggio di una connessione
senza alcuna traduzione
come faremo a stare uniti
senza inutili confini

Dimmi quando potrò
passare a prenderti
non dirmi mai più di no
vieni giù arrenditi”
.

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