In orbita con Lorenzo Sulla Luna di Jovanotti, un tributo gentile allo spazio e alla musica italiana (recensione)

Da Fred Buscaglione a Ivano Fossati, Jova si mette alla prova e ci offre un riposo dopo l'esplosivo Beach Party

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Lorenzo Sulla Luna di Jovanotti arriva dopo il countdown e decolla dolcemente. Fluttua sulle nostre teste e si presenta come un’animazione degna di un futuristico Yellow Submarine che trova spazio nella notte, quando tutto è più calmo e stimolante.

C’entra Rick Rubin e c’entra la nostalgia, forse perché Lorenzo aveva già dimostrato la sua consapevolezza quando, per festeggiare i 50 anni dell’allunaggio, aveva suonato Luna di Gianni Togni insieme a Fiorello sul palco del Jova Beach Party. Ciò che troviamo nelle 11 tracce di Lorenzo Sulla Luna di Jovanotti è il riposo. Quella dell’eterno ragazzo è stata un’estate frenetica, e una tisana rilassante che metta a tacere l’adrenalina e distenda i muscoli è quanto di meglio ci sia.

Chitarre acustiche, qualche strumento in più, riverberi e tanta voce sono la tavolozza di un disco che rende omaggio alla musica italiana e al satellite che nei secoli ha ispirato poeti, filosofi, compositori e sognatori: Jovanotti sceglie la Luna e raccoglie tutto il meglio che il Novecento italiano le ha dedicato.

Prima della gloriosa missione dell’Apollo 11 gli autori avevano già toccato il suo suolo, e questo è quanto Lorenzo vuole comunicare.

Si parte con Notte Di Luna Calante di Domenico Modugno. La soluzione sonora è onirica: la voce di Lorenzo canta dietro un riverbero che oggi è tipico dell’indie britannico, un decollo necessario per non farci investire dal trauma di chi viene lanciato nell’atmosfera da Cape Canaveral. Tutto è morbido ed essenziale.

La pacatezza è al centro di altri episodi del disco, come accade in Accendi Una Luna In Cielo di Ornella Vanoni, quasi una ninna nanna come Chiaro Di Luna, presente nel disco Oh! Vita e qui riproposta al pianoforte. Accordi leggeri e silenziosi rendono tributo a Una Notte In Italia di Ivano Fossati, che non replica l’eleganza del cantautore genovese ma ne ripropone il sentimento. La melodica ciclica di Fossati è qui presente nella sua espressione più conviviale: Lorenzo ne sottolinea la poesia abbassando i toni, restando umile ed evidenziando un difetto che si rende inevitabile quando si omaggia un capolavoro di altissimo livello artistico.

Lorenzo sulla Luna
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Saluta i suoi amici Tre Allegri Ragazzi Morti con La Faccia Della Luna: la band di Davide Toffolo gli è amica grazie al featuring di La Mia Vita Senza Te e In Questa Grande Città, ma soprattutto dopo il duetto a Lignano Sabbiadoro durante il Jova Beach Party. Lo ska-reggae della versione originale diventa un valzer nascosto dietro un 6/8.

Si osa ancora di più con Luna Rossa di Vincenzo De Crescenzo, uno sguardo alla notte partenopea dal litorale con tutta la musicalità del cantato napoletano. Lorenzo incespica nella pronuncia, ma non offende la poesia: tutto è giustificato dalle spazzole sulle pelli e dalle atmosfere così vintage e così ovattate, soffici come un ricordo e tenebrose come la solitudine:

E ‘a luna rossa me parla ‘e te
io le domando si aspiette a me
e me risponne si ‘o vvuo’ sape’
cca’ nun ce sta nisciuna.

Guarda Che Luna di Fred Buscaglione non poteva mancare dal prontuario: il night club che si materializzava intorno al capolavoro del cantautore torinese è scomparso. Restano il mare e la Luna: “Guarda che Luna, guarda che mare” è la frase che almeno una volta abbiamo cantato tutti, e per questo Jovanotti sceglie di farcela ascoltare in chiusura del disco. Restiamo sospesi e fluttiamo, ora che abbiamo visitato lo spazio con gli occhi e il cuore dei poeti.

Non solo pace e riposo, tuttavia, fanno parte del disco. Luna di Gianni Togni è il brano più movimentato insieme a Luna Di Città D’Agosto, una versione rivisitata dell’originale contenuta in Lorenzo 1997 – L’Albero. Nessuna batteria né altri apporti percussivi, ma la chitarra acustica e il mellotron bastano per un momento di spensieratezza e riflessione.

L’Ultima Luna di Lucio Dalla è qui riproposta senza lo shuffle dell’originale contenuta in Lucio Dalla (1979), ma viene resa con la morbidezza delle spazzole, il 4/4 che sa di cantautorato contemporaneo e il finale delirante che si avvicina allo space rock e che rende omaggio al cantautore bolognese con un’imitazione dei suoi inconfondibili vocalizzi.

La Luna Piena è un saluto amichevole a Samuel dei Subsonica, un brano palesemente pop contenuto nel disco Il Codice Della Bellezza (2017) del cantautore torinese.

Lorenzo Sulla Luna di Jovanotti è un concept album? Non esattamente: negli anni abbiamo imparato che Lorenzo ama sperimentare e mettersi in gioco, anche mettendo mano sui brani degli altri. Lo fa un po’ per ringraziarli per la loro arte e un po’ per cercare di allinearsi alla sua musica preferita, a volte con presunzione (è il caso di Luna Rossa e Una Notte In Italia), altre con devozione, la stessa che rivolge nell’inchino che con questo disco fa alla folla che lo ha seguito durante il Jova Beach Party.

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