Auschwitz le docce della vergogna

Scandalose le docce refrigeranti ad Auschwitz. Un luogo da brividi dove le persone sensibili non dovrebbero sentire né caldo, né freddo. Rimuovere immediatamente la profanazione alla memoria delle vittime "passate per il camino"

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Il caldo soffocante ha convinto i responsabili del campo di concentramento di Auschwitz ad installare delle docce refrigeranti per i visitatori. L’intenzione è condivisibile, ma la modalità di realizzazione è pessima. L’impianto refrigerante di Auschwitz ricorda sinistramente le camere a gas. La nebulizzazione dell’acqua refrigerante evoca la nube mortale che ha provocato, ad Auschwitz, la morte di milioni di persone.

La comunità ebraica ha protestato con sdegno ma i turisti accaldati non si sono sottratti al passaggio sotto la doccia di Auschwitz magari cercando di provare sulla propria pelle non soltanto il refrigerio ma anche il brivido mortale dei martiri. Il tutto tra risate, selfie, spruzzi di allegria assolutamente inadeguati allo spirito dei luoghi.

Ho attraversato i cancelli di Auschwitz nell’autunno del 1989. Data la stagione le temperature non erano elevate, ma io ero talmente sotto choc per quanto vedevo da non sentire né caldo, né freddo.

La follia umana ha stroncato milioni di vite raggelando i cuori di chi ha fatto finta di non vedere all’epoca e nega ancora oggi che tutto questo sia avvenuto. Auschwitz è un tempio, un memoriale non un luna park dove di tanto in tanto bisogna darsi una rinfrescata per continuare girare per giostre. Va bene la doccia refrigerante per Mirabilandia o per un concerto rock ma non certo per Auschwitz dove si ci reca per pregare, rendere omaggio alle vittime, scolpire nella memoria un ricordo affinché questa follia sterminatrice sia estinta dal cuore degli uomini.

Chissà cosa avrebbero pensato della docce di Auschwitz Primo Levi, Anna Frank, Massimiliano Kolbe ? Queste strutture sono una profanazione civile e spirituale come installare un Salumificio a La Mecca, un Parco Giochi a Ground Zero, un campo di golf alle Fosse Ardeatine. Preferisco soffrire un po’ di caldo piuttosto che offendere la memoria di chi ad Auschwitz è “passato per il camino”.

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