Ancora iPhone rallentati: nuova bufera in vista per Apple

Ancora un'indagine negli Stati Uniti a carico di Apple, con accuse che vertono di nuovo sulla presunta obsolescenza programmata di alcuni modelli di iPhone

Mentre tutti i fan della mela morsicata non vedono l’ora di saperne di più sull’attesissimo iPhone 12 e le sue varianti, l’annoso e noto problema degli iPhone rallentati torna a tormentare “mamma” Apple. Sì perché, come si legge sulle pagine del portale Reuters, negli Stati Uniti è in corso una nuova e grande indagine sul caso, potata avanti dal procuratore generale dello Stato dell’Arizona. Iniziativa che, sempre a sentire la fonte, andrà poi a coinvolgere anche altri Stati USA.

Dopo l’ultima condanna a carico del gigante di Cupertino negli Stati Uniti d’America – e non solo -, l’attuale procedura verte sulle stesse identiche accuse, per quanto per il momento non siano state formalizzate. Come ricorderete, ad Apple viene contestato di aver volontariamente immesso sul mercato iPhone rallentati, ed in particolare di aver ridotto tramite aggiornamenti software le prestazioni dei modelli più datati dei melafonini, quindi iPhone 66 Plus6s e 6s Plus con iOS 10.2.1. Il tutto per incentivare e quasi costringere i consumatori a sostituire il proprio dispositivo per acquistarne uno nuovo.

Di suo, la compagnia californiana guidata da Tim Cook ha sempre rigettato le accuse, anche dopo aver dovuto risarcire di ben 500 milioni di dollari in totale gli utenti che avevano messo in piedi ben più di una class action grazie all’intervento delle associazioni dei consumatori statunitensi, attivate per via della presunta obsolescenza programmata. Intanto, Apple ha rimosso la funzione che determinava il calo delle prestazioni, abbattendo pure i costi di sostituzione della batteria per un anno.

Ora, con le indagini in corso, la “grande A” potrebbe essere costretta a pagare ancora una volta per gli iPhone rallentati, seppur si sia in attesa dell’esito dell’attività istruttoria,. Per quanto riguarda l’Europa, ricordiamo che Apple è stata condannata al risarcimento di 25 milioni di Euro in Francia, mentre in Italia il Tar del Lazio ha confermato a maggio la sanzione di 10 milioni di euro sentenziata dall’Autorità Antitrust.