I medici di Grey’s Anatomy incontrano quelli reali di Lenox Hill di Netflix per un’operazione verità (video)

I medici di Grey's Anatomy e quelli veri di Lenox Hill: Chandra Wilson, Greg Germann e Kim Raver incontrano i protagonisti della docuserie Netflix

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Se i medici di Grey’s Anatomy incontrano quelli veri di Lenox Hill, il risultato non può che essere un tributo ai dottori, agli infermieri e a tutti gli operatori sanitari il cui valore è oggi più che mai universalmente riconosciuto.

Netflix ha ospitato un panel per mettere a confronto alcuni volti di Grey’s Anatomy con i protagonisti di Lenox Hill, o meglio per celebrare questi ultimi e con loro l’intera categoria dei professionisti della sanità. La serie è composta da otto episodi girati prima della pandemia da Coronavirus, più uno speciale dedicato proprio all’emergenza Covid-19, e segue le vite in corsia di quattro veri medici di un ospedale di New York, il Lenox Hill Hospital appunto, mostrando le loro vicissitudini personali e gli sforzi professionali per essere degli ottimi medici in prima linea nel complesso sistema sanitario americano.

Creata da Ruthie Shatz e Adi Barash, Lenox Hill segue da vicino le vite dei neurochirurghi David Langer e Boockvar, della dottoressa del pronto soccorso Mirtha Macri e della capo-specializzanda di ostetrica e ginecologia Amanda Little-Richardson, alle prese con i loro casi e la complessità di emozioni che il rapporto medico-paziente comporta.

Nel panel organizzato da Netflix, i protagonisti di Lenox Hill hanno incontrato quelli di Grey’s Anatomy Chandra Wilson (nella serie Miranda Bailey), Greg Germann (Tom Koracik) e Kim Raver (Teddy Altman): tutti e tre si sono presentati umilmente al cospetto di veri medici, cui sperano di rendere omaggio con le loro interpretazioni pur sapendo che la realtà dei dottori in prima linea è molto più sfaccettata e complessa di quanto si possa rendere in tv.

Durante la loro chiacchierata, il dottor John Boockvar ha spiegato di aver preso parte al progetto della serie Netflix perché spera che lo spettacolo aiuti a rendere meglio l’idea di cosa voglia dire essere dei professionisti nel campo medico, soprattutto per quanto riguarda la nuova consapevolezza dell’importanza di instaurare un rapporto umano col paziente.

Il settore è cambiato. I nostri risultati sono migliori, siamo più legati ai nostri pazienti. Ho perso mio padre a causa del cancro 10 anni fa e da medico dico che quel medico curante non mi ha mostrato empatia o compassione, ed è semplicemente terribile. Quindi, ci sono passato personalmente e professionalmente. Ho quattro figli e sono sposato da 22 anni, tratto tutti i pazienti come se fossero mia moglie o mio figlio.

La dottoressa Little-Richardson, invece, ha spiegato che si è unita alla serie con la speranza di rappresentare i neri in tv in modo diverso dagli stereotipi classici e per mettere in evidenza il contributo della comunità afro-americana al miglioramento del sistema sanitario nazionale, in particolare esaltando il valore delle donne, che sono “forti e all’avanguardia“. E lei stessa ne è una dimostrazione, visto che ha completato il suo tirocinio in ospedale portando avanti la propria gravidanza: proprio questa esperienza di medico e madre la spinge a sperare che l’opinione pubblica acquisti maggiore consapevolezza della “disparità che esiste nella salute delle madri di colore causata dalle differenze socioeconomiche“, che implica una maggiore mortalità in gravidanza per le donne nere.

Più persone sono consapevoli del problema – professionisti e pubblico in generale – più possiamo trovare soluzioni e le persone possono difendersi nelle cliniche, chiedendo il rispetto dei loro diritti. Questo era il mio obiettivo numero uno nella partecipazione alla serie e spero che sia stato raggiunto.

La dottoressa ha anche aggiunto di aver sposato il progetto di Lenox Hill per mostrare gli afroamericani “sotto aspetti diversi da come forse molti della comunità generale potrebbero vederci“, ovvero “quanto siamo coerenti, amorevoli e solidali“.

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