Il primo concerto di Vasco a San Siro 30 anni fa, il 10 luglio 1990 il Kom riscrive la storia

Il 10 luglio 2020 si festeggiano i primi 30 anni dal concerto di debutto di Vasco Rossi a San Siro

Sono passati 30 anni dal primo concerto di Vasco Rossi a San Siro, quello con il quale ha riscritto la storia della musica live in Italia. Nel 2020, i grandi successi dal vivo del Kom sono un’abitudine, ma c’è stato un tempo in cui non è stato così, almeno prima del 10 luglio 1990, quello in cui si celebra il debutto del rocker di Zocca al Meazza.

In Italia si sono appena conclusi i Mondiali di Calcio ed è quindi il momento di tornare alla musica dal vivo, avviata dal concerto evento di Madonna che era stato presentato come la controparte di un match che è stato vinto a sorpresa dal Kom, in un periodo nel quale era tutt’altro che sulla cresta dell’onda e con le vendite di Liberi Liberi che erano state buone ma non eccezionali come si poteva pensare.

Come la storia insegna, la dimensione live è quella prediletta da Vasco Rossi che ancora oggi continua a registrare numeri incredibili. L’atmosfera è quella dei concerti che hanno preceduto la rivoluzione tecnologica, quindi alle torce dei cellulari si preferivano gli accendini, mentre l’attesa per l’inizio del concerto veniva ingannata in altre maniere “analogiche”.

Va così delineandosi il mito di Vasco Rossi, che all’epoca non era ancora il “Komandante” ma un artista che cercava di farsi spazio e di conquistare il pubblico, quello che gli è rimasto fedele in tutti questi anni. A 20 anni dal 2000, i concerti di Vasco Rossi a San Siro sono un’abitudine che si ripete tutti gli anni. Nel 2020, il Kom avrebbe dovuto tenere i concerti nei festival a cominciare dalla data di Firenze, per il Firenze Rocks alla Visarno Arena.

In questi giorni, Vasco ha anche festeggiato i primi 25 anni di Rock Sotto L’Assedio, con il quale ha voluto gridare il suo no a tutte le guerre. Sul palco, anche alcune band bosniache che avevano arricchito lo spettacolo aperto con Generale di Francesco De Gregori, dalla quale era partita l’idea.

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