TSO e nuovi focolai Coronavirus: cosa prevede la proposta di Zaia

Si parla anche di TSO nella possibile nuova ordinanza di Zaia in Veneto per via dei focolai di Coronavirus. Con la proposta già al vaglio del ministro della Salute

22/04/2020 Marghera, Coronavirus : presentazione alla Protezione Civile di Marghera del progetto nuovo Ospedale Giustinianeo di Padova. Luca Zaia - . - fotografo: Errebi - Mirco Toniolo

Nelle ultime ore si sta facendo un gran parlare di TSO e nuovi focolai di Coronavirus scoppiati in alcune zone di Italia. Focolai come quello scatenato dall’imprenditore veneto, contagiato all’estero e il cui comportamento irresponsabile una volta rientrato nel Bel Paese ha avuto conseguenze anche sulla salute di altri cittadini – si tratta di 5 contagiati e 89 in isolamento. Ecco perché si sta pensando al cosiddetto trattamento sanitario obbligatorio per chi, scoperto di essere positivo al COVID-19, non adotta le ormai note misure di sicurezza basilari per preservare la collettività in cui vive.

L’ipotesi di ricorrere al TSO come soluzione per gestire i malati più gravi è stata presentata da Luca Zaia, presidente della regione veneto, e su cui sta attualmente ragionando il ministro della Salute Roberto Speranza, proprio a fronte di quanto accaduto nel vicentino. Il governatore leghista ha annunciato una vera e propria nuova ordinanza, che si basa sulla possibilità offerta dal Dpcm dell’11 giugno che prevede che ogni Regione vada ad adottare regole più restrittive guardando l’andamento della curva epidemiologica.

Pur non arrivando al TSO, la Toscana era già ricorsa a manovre più drastiche, prevedendo il trasferimento negli alberghi sanitari degli stranieri che vivono con molte persone, più inclini a trasmettere il virus a parenti e amici. Ora è il Veneto ad imporre un pressing sul Governo, con Speranza ad aver dato mandato all’ufficio legislativo del suo dicastero per verificare il quadro normativo che regola i TSO – che in ambito psichiatrico hanno solitamente una durata di sette giorni. Solo dopo si potrà pensare ad una verifica squisitamente politica all’interno della maggioranza di Governo, tenendo conto che si tratta sempre di una soluzione drastica e che inevitabilmente si muove nel campo dei diritti della persona. Il ricovero obbligatorio per chi non vuole rispettare la quarantena potrebbe poi andare ad affiancare altre opzioni, come ad esempio i tamponi effettuati direttamente in aeroporto per chi arriva da Paesi extra Schenghen.

Segui gli aggiornamenti della sezione Trending News sui nostri gruppi:

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.