Com’è nato Warrior Nun su Netflix, la serie basata sui fumetti che emula Buffy l’ammazzavampiri

Una giovane prescelta che combatte le forze del Male è la protagonista di Warrior Nun su Netflix, nuova serie che ricorda Buffy (ma non lo è)

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Quando pensavamo di aver visto di tutto, ecco arrivare Warrior Nun su Netflix. Basata sui fumetti omonima di Ben Dunn, la serie tv è incentrata su un gruppo di suore guerriere chiamate a combattere le forze del Male.

Il nuovo teen drama è arrivato sulla piattaforma nella giornata del 2 luglio 2020, attirano fin da subito l’attenzione. La storia ruota attorno ad Ava (interpretata da Alba Baptista), una ragazza di 19 anni che scopre di essere entrata a far parte di un antico ordine a cui è assegnato il compito di combattere i demoni sulla Terra. La suora guerriera non è da sola in questa battaglia e verrà sostenuta da Padre Vincent (Tristan Ulloa) e alle sue consorelle. Ciò che Ava non sa è che ci sono potenti forze, che rappresentano sia il Paradiso che l’Inferno, che vogliono trovarla e controllarla.

La trama di Warrior Nun su Netflix ricorda vagamente quella di Buffy l’ammazzavampiri, la serie cult di Joss Whedon, che ha ispirato molte opere successive. Esempio per eccellenza di girl power sul piccolo schermo, anche Buffy era incentrato su una Prescelta, un’adolescente destinata a lottare contro demoni, vampiri e altre creature della notte. Seppur Ava sembri emulare le gesta della Buffy interpretata da Sarah Michelle Gellar, la storia è ben diversa.

Come l’eroina ammazzavampiri, anche dietro Warrior Nun c’è una profonda mitologia, affrontata molto bene sui fumetti, che affonda le sue radici nel ruolo della Chiesa Cattolica. L’opera originale conteneva anche materiale abbastanza controverso e misogino, che lo showrunner Simon Barry ha voluto rimodellare e adattare per il pubblico di Netflix. Pur cercando di rimanere fedele alla controparte cartacea, in un’intervista con Inverse ha sottolineato: “La storia è incentrata su queste donne cazzute, potenti e indipendenti, ma allo stesso tempo vengono sessualizzate in un modo tale che nel 2020 non va bene. Volevamo onorare questa supereroina femminista togliendo un po’ di quella misoginia.”

Il fumetto su cui si basa Warrior Nun è stato ampiamente criticato dai cattolici per come vengono dipinti, ma anche dai non cattolici per il modo in cui la Chiesa viene glorificata. Barry ha affermato che la serie Netflix non prende le parti di nessuno; piuttosto, Warrior Nun è una storia di amicizia al femminile, e la Chiesa è solo sullo sfondo. “Non commentiamo le politiche del Vaticano nel 2020, ma piuttosto alcune tradizioni e meccanismi che ancora operano in modo antiquato. Uomini che diventano preti, donne che diventano suore, come funziona il potere. Invece di parlare di teologia, parliamo di burocrazia.”

Per quanto riguarda il futuro di Warrior Nun su Netflix, lo showrunner è molto ottimista e ha già in mente cinque o sette stagioni. Tutto ovviamente dipenderà dalla ricezione del pubblico e se la serie raggiungerà un numero tale da attrarre pubblico in tutto il mondo.

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