Novità dalle indagini sul gatto arrostito: motivi del mancato arresto

Ulteriori riscontri su un gravissimo fatto di cronaca, che tuttavia vede la posizione del ragazzo mutare positivamente per lui

2 Luglio 2020 di


Gatto arrostito

Arrivano ulteriori indicazioni particolarmente interessati oggi 2 luglio, a proposito dell’orribile storia in provincia di Livorno sul gatto arrostito e cucinato da un immigrato. Siamo in una zona grigia, nella quale parlare di bufala o di un fatto accertato rischia di essere “troppo”, al netto delle notizie che vi abbiamo riportato nella giornata di ieri con quanto raccolto dopo le prime ricostruzioni. Ecco perché è fondamentale scendere in dettagli, se pensiamo che diversi personaggi politici tra ieri ed oggi hanno utilizzato questa storia per scopi propagandistici.

Partiamo col dire che la storia del gatto arrostito e cucinati rimanga un fatto vero. Il video che in tanti hanno visto non è stato alterato, così come sono cadute le ipotesi sul fatto che la ragazza protagonista della ramanzina all’immigrato indossasse abiti invernali. Non è così, ad uno sguardo più attento. Lo stesso ragazzo, come confermato dal sindaco, ha poi confessato di aver cucinato l’animale. Altro elemento da aggiungere, su questo versante, consiste nell’assenza di fonti in grado di accertare i disturbi psichici del giovane, in riferimento ad un’altra indiscrezione che ha preso piede sui social.

Le prime indagini sul gatto arrostito e cucinato da un immigrato

E allora, cosa cambia la prospettiva della vicenda riguardante il gatto arrostito? Proprio il sindaco del Comune vicino Livorno dove si sono verificati i fatti, in giornata ha fatto sapere che l’immigrato afferma di aver trovato l’animale già morto. Solo a quel punto avrebbe deciso di cucinarlo per assenza di cibo. Stando alle normative attuali, questo spiegherebbe il fatto che il giovane al momento sia stato solo denunciato e non arrestato, visto che averlo “solo cucinato” non implica la custodia.

Abbiamo conferme in merito tramite Globalist, ma è chiaro che una storia del genere, in grado di sollevare un polverone nel corso degli ultimi giorni, sia destinata a creare ancora discussioni. Che idea vi siete fatti sulla triste vicenda del gatto arrostito?

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  • …NON SONO D’ACCORDO CON QUANTO SCRIVE DE VOIS. Perché? Livorno e Comuni attigui, la Caritas e, non solo lei, un pasto caldo e gratis lo danno a tutti senza distinzione alcuna. E poi…se l’immigrato è registrato presso un centro d’accoglienza riceve 23 euro al giorno… Una pensionato sociale riceve meno dell’immigrato..circa 450 euro mensili…. Siamo un paese con un grande cuore ma…pieno di debiti da sanare da più generazioni. Poi, con il Covid-19…il nostro debito pubblico è esploso… Caro migrante che ti sei mangiato il gatto…non farlo più, perché, qui giù da noi, se hai fame, bussa e troverai sempre accoglienza e umanità… Capito?

  • IL MIO COMMENTO E’ CHE QUESTO POVERO CRISTO AVEVA FAME E SI E’ MANGIATO UN GATTO, SPERO FOSSE VIVO OVVIAMENTE AMO GLI ANIMALI MI CHIEDO SE QUELLA CRETINA CHE HA FATTO LA RAMANZINA HA MAI AVUTO FAME, QUELLA VERA

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