Bufala gatto arrostito a Livorno? Tutto vero, episodio shock

Avremmo preferito parlarvi di una bufala gatto arrostito a Livorno, ma purtroppo è tutto vero

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Vorremmo potervi parlare della bufala gatto arrostito, ma purtroppo quanto successo a Livorno, più precisamente nel centro costiero di Campiglia Marittima, è la pura verità. Nei pressi della stazione, davanti agli occhi dei passanti sbigottiti dall’orrore che si stava consumando, un uomo dava alle fiamme la carcassa di un felino, molto probabilmente per cibarsene. Come riportato da ‘ilgiornale.it‘, il protagonista della vicenda è stato un migrante, che ha preparato un barbecue improvvisato con poche tavole di legno, e si apprestava a cuocere quello che poi si sarebbe scoperto essere un gatto arrostito, che l’uomo aveva provveduto ad uccidere poco prima.

Una passante ha provveduto a filmare l’episodio, tra le urla e lo stupore generale. Il migrante si è giustificato dicendo di non avere soldi per poter mangiare altro (precisiamo che il corpo inerte del felino giaceva ormai al suolo carbonizzato), nonostante la donna gli facesse notare il contrario avendolo visto con in mano un pacchetto di sigarette. Gli schiamazzi reiterati (il soggetto non ha accennato neanche minimamente a rinunciare al suo barbecue, continuando ad arrostire la carcassa del povero micio, ormai esanime) hanno richiamato l’attenzione delle forze dell’ordine, che, intervenute sul posto, hanno condotto l’uomo in caserma. Come avrete ormai capito, non c’è alcuna bufala gatto arrostito, dato che quanto successo in provincia di Livorno è purtroppo vero. Il migrante è stato denunciato per crudeltà senza necessità, come disposto dall’art. 544 bis del Codice Penale relativamente al maltrattamento degli animali.

Potremmo allegare il video dell’accaduto (a dimostrazione del fatto che non c’è nessuna bufala gatto arrostito), ma preferiamo non farlo per non urtare la sensibilità dei nostri lettori, perché la scena filmata, ve lo possiamo assicurare, è davvero raccapricciante. Chiunque volesse commentare l’episodio potrà farlo liberamente attraverso il box qui sotto (vi invitiamo ad utilizzare sempre e comunque toni civili e pacati).

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Commenti (7):
la balla della settimana

io non ci credo, più che un gatto era un palese peluche, la legna era dsiposta da ridere il fumo era quello di una carta e i tanto decantati passanti non c’èrano… era da solo con quella finta oppositore che scattava foto ravvicinate di cui non c’è traccia.

Sandro

Che sia carne di maiale, di coniglio o di gatto, chi la vuole mangiare la cuoce, non la “carbonizza”…

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