Come il Covid cambierà le serie tv, il creatore de La Casa di Carta rivela: “Abbiamo riscritto alcune scene”

"Il Covid influenza tutto, le riprese e quindi la scrittura", spiega il creatore de La Casa di Carta, tornato sul set della nuova serie Netflix Sky Rojo

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In Spagna molti set stanno riaprendo gradualmente per ricominciare a girare, ma con le limitazioni delle nuove norme anti-contagio: tra le serie pronte a ripartire c’è La Casa di Carta 5, che pur non essendo stata ancora annunciata da Netflix è data ormai per scontata, al punto che gli stessi attori hanno annunciato il ritorno in scena in un video per la divisione spagnola della piattaforma. Ma non sarà semplice ricominciare a girare tenendo presenti i protocolli sanitari per la limitazione del contagio da Coronavirus.

Anche in Italia il settore della produzione audiovisiva e cinematografica è ripartito, con molte cautele e un protocollo apposito redatto dalle associazioni di categoria. Limitazioni e norme che cambieranno probabilmente il risultato finale di ciò che vedremo in tv e al cinema nei prossimi mesi, visto che saranno limitate al massimo le scene con contatti ravvicinati, grandi gruppi di persone o molte comparse. E se si pensa a serie d’azione e di melodramma come La Casa di Carta riesce davvero difficile pensare ad un modo per girare una scena senza violare tutte le disposizioni.

Lo ha spiegato bene Alex Pina, che oltre a La Casa di Carta 5 sta realizzando per Netflix anche la nuova serie Sky Rojo, anch’essa creata in collaborazione con Esther Martínez Lobato attraverso la loro società di produzione Vancouver Media.

Parlando del ritorno sul set in un’intervista al sito spagnolo infolibre.es, il creatore de La Casa di Carta, Vis a Vis, Il Molo Rosso e Sky Rojo ha raccontato quanto sia complicato riprendere in mano il proprio lavoro durante una pandemia.

Il calendario ci fa andare coi piedi in piombo. Il Covid influenza tutto, le riprese e quindi la scrittura. Molte volte ci troviamo di fronte al problema di come girare sequenze che abbiamo già preparato in Sky Rojo. C’è un club alternativo con molte figurazioni. E dobbiamo stabilire dei contatti, è una serie con molta sensualità e quindi dobbiamo massimizzare le misure di sicurezza. 

In effetti è davvero difficile immaginare come si possa girare la storia di tre prostitute in fuga da un night club e dal loro sfruttatore – questa la trama di Sky Rojo – mantenendo le distanze ed evitando i contatti. Inevitabilmente le condizioni in cui si dovrà girare influenzeranno la scrittura, costringendo a modificare le sceneggiature, apportando dei cambiamenti perché il copione possa essere recitato in sicurezza.

Stiamo imparando a girare col Covid e sembra che sarà così per un po’ di tempo. Stiamo già riscrivendo le sequenze per soddisfare gli standard di sicurezza e minimizzare i rischi. Penso che tutti stiano imparando a lavorare mantenendo le regole di distanza e sicurezza o col telelavoro da casa. Abbiamo imparato a organizzare le riunioni di molte persone a distanza su Zoom per le letture dei copioni, stiamo imparando a progettare la struttura dell’episodio, il che è difficile, perché di solito lo facciamo spostando le location, quindi è molto più complicato (…) stiamo risolvendo come possiamo e penso che vivremo con l’incertezza per molto tempo. 

Le riprese di Sky Rojo erano in corso a marzo tra la Spagna e l’isola di Tenerife, quando il lockdown ha interrotto la lavorazione. Rifacendo il calendario delle riprese, la produzione sta provando a ripartire da quelle scene che comportano meno rischi, iniziando con le sequenze che prevedono maggiori distanze tra gli attori, ma certamente non si potrà continuare così a lungo o completare la serie in queste condizioni: “Fino a quando non troveremo una soluzione, ci sarà un lungo periodo di incertezza” ha confessato Pina, che intanto attende da Netflix il via libera anche per la produzione di White Lines 2.

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