Quando si tornerà a giocare a calcetto? Le 5 regioni che non hanno atteso Speranza

Decisioni autonome degli enti locali ma a livello nazionale è tutto fermo

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Quando si tornerà a giocare a calcetto ma pure a praticare altri sport di contatto come la pallavolo, il basket e ancora la danza sportiva? Giunti al termine di una settimana davvero burrascosa in merito alla tematica, è giusto fare un bel punto della situazione. Sono in effetti già 5 le regioni italiane che, nonostante il mancato via libera del Governo, hanno autorizzato le attività su elencate all’interno dei loro territori.

Facendo qualche passo indietro è giusto ricordare che la prima regione a dare il via al calcetto è stata l’Abruzzo, seguita immediatamente dalla Sicilia. A breve distanza, hanno percorso la stessa strada ache la Puglia e la Liguria e in ultima battuta anche il Veneto. 5 autorità locali non hanno avuto scrupolo di ascoltare l’ultimo parere sulla vicenda che ora spetta al Ministro della salute Speranza e naturalmente al premier Conte ma hanno ritenuto possibile procedere al via libera degli sport, considerando il basso indice di contagio proprio sui territori di pertinenza.

Ma quando si tornerà a giocare a calcetto dunque in ogni angolo d’Italia, senza più distinzioni? Il ministro dello sport Spadafora (in settimana) ha fornito il suo parere favorevole sulla ripresa degli sport di contatto. La sua posizione è tuttavia in netto contrasto con quella del Cts (Comitato tecnico scientifico) che ha ribadito la necessità di attendere ancora per un ritorno alla normalità in campo e presso le società dilettantistiche. Sempre Spadafora ha rimandato dunque la decisione finale al ministro della Salute Speranza e ancora al premier Conte al quale ha inviato una lettere mettendo in luce la necessità di una decisione repentina. La palla, metaforicamente, è stata dunque passata ai piani alti del Governo e qui rischia di stazionare per un po’.

Per saper quando si tornerà a giocare a calcetto sembra quasi ovvio che si dovrà attendere almeno i primi giorni di luglio. Il ritorno in campo rischia di essere posticipato ancora e non poco, almeno a livello nazionale. Ulteriori decisioni autonome dei governatori regionali potrebbero però ancora fare la differenza.

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