Il nome della figlia di Katy Perry e Orlando Bloom verrà scelto in un modo molto particolare

Katy Perry spiega come sceglierà il nome di sua figlia

Il nome della figlia di Katy Perry e Orlando Bloom non arriverà tanto presto. La futura mamma racconta il metodo che utilizzerà per scegliere come chiamare sua figlia, un modo del tutto inusuale.

Katy Perry e Orlando Bloom lasceranno che a decidere il nome della loro primogenita sia la bimba stessa! Lo racconta l’artista su RTL 102.5, nel corso di un’intervista.

Katy Perry partorirà a ridosso della pubblicazione del nuovo album di inediti. Mentre il titolo del disco esiste già ma non è ancora stato rivelato, quello della bambina è solo tra una rosa di nomi che le verranno proposti al momento della sua nascita.

“Il nome dell’album c’è, per quanto riguarda la bambina ho una serie di nomi ma voglio vederla e poi sarà lei a decidere quale preferisce. Sarà lei a dire sono questa e non quella! Al momento non posso essere più precisa ma arriverà il momento in cui saprete tutto. Il nome dell’album, invece, sarà svelato molto presto ma tutto quello che posso dire è che se avete perso il sorriso, spero che possa farvi tornare a sorridere”.

Diversa la storia per il titolo del disco che, invece, verrà rivelato ovviamente prima della pubblicazione. Katy Perry anticipa che non manca molto all’annuncio. Intanto è nota la data di rilascio, ad agosto.

Katy Perry ha rivolto un pensiero a questo 2020 particolarmente difficile e ha osservato il comportamento delle persone e i loro cambiamenti dopo la pandemia: “Il 2020 è un anno in cui la gente vuole chiarezza, voglio vedere oltre e vivere la vita al meglio e so che ovviamente ne verremo fuori, ma sono passati solo sei mesi. Mi chiedo, non è ancora finita? Non so voi ma a capodanno urlerò fortissimo! Però c’è anche tanta compassione ed empatia che si è formata tra le persone. Bisogna trovare l’aspetto positivo e non piangersi addosso”.

Ha poi accennato al brano Teary Eyes, occhi di lacrime, che in realtà però non ha nulla a che fare con il 2020 né con il Coronavirus, nonostante il titolo possa suggerire qualcosa di doloroso.

Il disco infatti ha preso forma prima del lockdown, quando l’incubo dovuto al Coronavirus era ancora molto lontano.

“In realtà il disco  è stato scritto prima della pandemia; ho scritto l’album nei gli ultimi due anni mentre venivo fuori da una forte depressione e non pensavo sarei riuscita a sopravvivere e men che meno a portare una nuova vita al mondo. Ho dovuto intraprendere un lungo viaggio per sentirmi bene ma c’è un pezzo che si chiama Teary Eyes e parla del ballare sulle tue lacrime, immaginate un video con delle persone che ballano mentre piangono. E’ triste, malinconico, ma è bello perché un giorno quelle lacrime si asciugheranno. Tutti noi lo sappiamo, ci crediamo tutti e va bene, va bene avere un momento di crisi. Ci sono stati dei momenti in cui mi sono chiusa in auto perché non voglio parlare con nessuno, è il mio luogo sacro, non potete entrare, mi sento sopraffatta. Ma va bene così”.

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