5 personaggi di Grey’s Anatomy che meritano un riscatto nella stagione 17

Cosa vorremmo vedere in Grey's Anatomy 17: da Jo a Owen, quali sono i personaggi che meritano uno scatto d'orgoglio nella nuova stagione

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Con un finale aperto che non era quello originariamente previsto, Grey’s Anatomy 16 si è congedata dal pubblico questa primavera con diversi colpi di scena, che fanno da rampa di lancio per la diciassettesima in arrivo in autunno (Coronavirus permettendo).

Tre i grandi filoni dell’ultimo episodio della scorsa stagione che hanno lasciato delle questioni aperte: il triangolo Teddy-Owen-Tom ormai non più segreto, la guarigione di Richard con annesso rifiuto di pacificazione con Catherine e la decisione di Meredith di aiutare DeLuca a curare il suo problema di salute mentale. In più, c’è stato il parto di Amelia: la nuova stagione svelerà il nome del bambino, di cui per ora si sa soltanto che non sarà Derek in onore del fratello scomparso.

Ma di quest’intera stagione di Grey’s Anatomy è rimasto nel pubblico soprattutto il segno lasciato dal controverso addio di Alex Karev, partito da Seattle per raggiungere Izzie e i suoi figli nati in provetta. Una storia scritta in condizioni proibitive per gli sceneggiatori, costretti a lasciar andare un personaggio storico senza nemmeno avere l’opportunità di mostrarlo in scena (Justin Chambers ha solo prestato la sua voce all’episodio, senza mostrarsi in video, dopo aver annunciato che avrebbe lasciato la serie).

Nella diciassettesima stagione di Grey’s Anatomy ci sono almeno 5 personaggi che meriterebbero uno scatto d’orgoglio dopo aver affrontato grandi sconfitte.

Alex Karev

Impossibile un suo ritorno in scena, almeno per il momento, ma davvero l’idea che la storia del Dottor Lucifero si concluda con quattro lettere scritte alla moglie, a Meredith e ai suoi mentori Richard e Bailey è avvilente e non coerente con un personaggio sanguigno e diretto come Karev. Non sarà possibile rimediare a quel che è stato deciso per il suo addio – l’improbabile ritorno di fiamma con la Stevens con annesso ricongiungimento familiare – ma perlomeno si potrebbe trovare un modo per rendere meno indegna quest conclusione raffazzonata e riabilitare almeno il ricordo del personaggio.

Jo Wilson

Sicuramente il personaggio che merita più di tutti un riscatto personale: ha affrontato una depressione dovuta alla scoperta di essere nata da uno stupro e al rifiuto di sua madre di avere un rapporto con lei, ha trovato nel suo lavoro e nel suo matrimonio la forza per uscirne, ma ha subìto da suo marito l’inconcepibile affronto di un abbandono per via epistolare. Dopo averlo sposato due volte, la Wilson si è vista dire addio senza nemmeno un confronto. Già vittima in passato di violenza domestica, la sua fiducia negli uomini potrebbe essere stroncata per sempre, ma merita invece di ritrovare l’amore in grande stile, con una storia d’intensità almeno pari a quella vissuta con Karev.

Richard Webber

Bene ha fatto l’ex capo, una volta risvegliatosi dall’operazione che lo ha salvato da un’infezione da cobalto, a rifiutare la vicinanza di Catherine: l’abuso di potere è sempre stato un tratto caratteristico dei comportamenti della Fox, che per quanto sia una donna apprezzabile per la sua capacità imprenditoriale e le sue scelte di vita, non ha mai risparmiato a suo marito un trattamento severo e a tratti sprezzante, approfittando della sua ricchezza e della sua posizione di proprietaria dell’ospedale per infliggergli vendette personali. Uno scatto d’orgoglio che Richard dovrebbe confermare anche nella diciassettesima stagione di Grey’s Anatomy.

Andrew DeLuca

Dopo aver scoperto la corretta diagnosi della malattia di Richard, DeLuca capisce finalmente di aver bisogno d’aiuto: punito e ostacolato sul lavoro per le sue escandescenze, lo specializzando affetto da un disturbo bipolare proprio come suo padre merita di ritrovare la sua serenità – che sia con Meredith o meno – e di essere ascoltato e valorizzato dai suoi colleghi, che in quanto medici dovrebbero essere più sensibili di altri alla tematica della salute mentale, facendo sì che non diventi un fattore discriminante sul lavoro.

Owen Hunt

Tra i personaggi maschili migliori al suo debutto nella quinta stagione di Grey’s Anatomy – entrò in scena come un eroe su un’ambulanza dopo aver fatto una tracheotomia con una penna, indimenticabile! – negli anni è apparso sempre più vittima di se stesso, prima del proprio disturbo post-traumatico da stress e poi della voglia spasmodica di avere figli. Ora di bambini ne ha ben due ma sul fronte sentimentale resta un disastro: dopo la fine della storia d’amore della vita con Cristina si è impelagato in un tira e molla snervante con Amelia e ora che vorrebbe sposare Teddy ha scoperto il tradimento di quest’ultima con Tom. Forse Owen merita di liberarsi dalla sua smania di mettere su famiglia con una donna e capire che può farlo anche da solo, coi suoi figli. O magari prendere un volo per Zurigo e tornare da Cristina, ora che ha ottenuto la tanto agognata paternità e che il rifiuto di avere figli della Yang non sarebbe più un problema.

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