In Disclosure su Netflix l’illuminante cronistoria del rapporto fra Hollywood e le persone trans (recensione)

Il nuovo documentario Netflix è un toccante tributo all'esistenza delle persone trans e un'amara riflessione sui pregiudizi alimentati da Hollywood

2
CONDIVISIONI
[Ava Benjamin Shorr/Netflix]

Nel mese in cui infuriano le proteste del Black Lives Matter e si susseguono gli eventi celebrativi del Pride Month, l’arrivo di Disclosure su Netflix appare più calzante che mai. Il documentario, diretto da Sam Feder e prodotto fra gli altri da Laverne Cox – Sophia Burset in Orange Is The New Black –, è al contempo un tributo alla vera esistenza della comunità trans e una riflessione critica sulla rappresentazione delle persone transgender sul piccolo e il grande schermo.

La tesi di fondo è che Hollywood sia responsabile di molti dei pregiudizi e delle storture di cui la comunità paga le conseguenze nella vita quotidiana, ma che allo stesso tempo rappresenti una piattaforma fondamentale per la circolazione di idee e rappresentazioni delle vite delle persone trans. È una delle attrici intervistate, Jen Richards – la giovane Anna Madrigal in Tales of The City e Margo Fairchild in Mrs. Fletcher –, a riassumere efficacemente questo dilemma, chiedendosi come si sentirebbe, in quanto persona trans, se nei suoi anni formativi non avesse visto alcuna rappresentazione di sé sugli schermi.

Da un lato, argomenta, non avrebbe introiettato tutti i preconcetti trasmessi per decenni da cinema e televisione sul semplice essere trans. Dall’altro, però, non è certa che sarebbe arrivata a riflettere sulla propria identità di genere se le persone trans non fossero mai apparse in alcuna produzione hollywoodiana. È un dubbio legittimo, che Disclosure su Netflix valida con una sorta di cronistoria arricchita dai contributi delle celebrità trans più in vista di Hollywood. In fondo, ricordano, i media visuali influenzano la cultura popolare più di quanto si possa credere.

Nel documentario i commenti ad alcuni capitoli fondamentali della storia dell’intera comunità LGBTQ – su tutti i moti di Stonewall e il contributo di grandi attivisti trans al movimento femminista negli Stati Uniti – accompagnano analisi illuminanti su quanto di problematico abbia sempre contraddistinto la rappresentazione delle persone trans sullo schermo. Da I Jefferson a Il Silenzio degli Innocenti, da Boys Don’t Cry a Bugs Bunny, passando per popolari serie tv come Grey’s Anatomy, Nip/Tuck e The L Word, sono tante le produzioni a finire sotto la lente di Laverne Cox, Lilly Wachowski, Jen Richards e altri.

Sono loro a prendersi la scena e spostare al tempo stesso il punto di osservazione, evidenziando come Hollywood abbia sempre piegato le esistenze delle persone trans ai propri scopi narrativi. È così che vengono a galla – dolorosamente e con vergogna – i tropi più tristi e banali. C’è il costante ricorso alle persone trans come elementi di distrazione comica in film e sitcom, ad esempio, o come fonte di disgusto nel momento in cui è svelata la loro identità – rivelazione spesso percepita come un tradimento. Ma ci sono anche le perenni associazioni fra donne trans e prostitute o, in anni più recenti, fra persone trans e vittime sacrificali dell’eroismo dei protagonisti bianchi.

Offerta

Nel passare in rassegna gli esempi più evidenti della miopia di Hollywood, Disclosure su Netflix induce a più riflessioni diverse. Anzitutto spinge il pubblico a prendere coscienza della limitatezza – o della totale inesattezza – di certe rappresentazioni dell’esperienza di vita delle persone trans. In secondo luogo promuove l’importanza di affidare a interpreti trans il compito di promuovere la rappresentazione della comunità sullo schermo. Da Eddie Redmayne in The Danish Girl a Jared Leto in Dallas Buyers Club, infatti, gli attori scelti per interpretare persone trans sono prevalentemente cisgender.

In un perfetto equilibrio fra denuncia e celebrazione, Disclosure su Netflix riesce a imporsi come punto di riferimento essenziale per comprendere la ricchezza dell’esperienza delle persone trans e rilevare – per risolvere e superare – l’irrispettosa e crudele miopia per cui ne è stata ridotta la portata sullo schermo. E in un momento storico in cui si sembra finalmente pronti a sanare alcune delle ferite più profonde della società, un documentario come Disclosure è uno strumento più potente e prezioso che mai.

Offerta
The Danish Girl
  • Attributi: DVD
  • Vikander,Redmayne (Actor)

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.