Non ha senso parlare di una prigioniera con l’app Immuni: alcuni chiarimenti

Un approfondimento necessario, dopo la vicenda che è diventata virale a partire dalla giornata di sabato

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Immuni

Da alcune ora sta girando soprattutto sui social lo screenshot di un articolo di un giornale, che a conti fatti denuncia come l’app Immuni abbia reso praticamente “prigioniera” una donna, senza che quest’ultima abbia mai eseguito un tampone per verificare l’effettivo contagio da Coronavirus. Dopo la bufala del noto personaggio troll, che di recente si è finto sviluppatore impegnato nella realizzazione dell’applicazione come avrete notato pochi giorni fa su OptiMagazine, oggi 21 giugno va presa in esame una lettura della situazione a dir poco forzata.

Perché ha poco senso parlare di una donna prigioniera a causa dell’app Immuni

Nello specifico, ci sono diverse buone ragioni per non arrivare a parlare di una donna “prigioniera” a causa dell’app Immuni. I presupposti dai quali partire è che l’installazione dell’applicazione resti un qualcosa legato alla volontà dell’utente finale. Nessun obbligo, così come non è obbligatorio nemmeno l’avviso al medico di riferimento nel caso in cui si riceva una notifica con la quale la persona viene informata sulla presenza nelle sue vicinanze di un contagiato.

Tutto nasce dalla decisione dell’ASL, che tra l’altro pare aver effettuato il tampone nella giornata di ieri. La situazione è sicuramente strana, ma le origini di questi fatti non possono essere certo associate all’app Immuni. Insomma, salvo una catena di eventi imponderabile, l’applicazione non porterà mai ad una conclusione del genere. Per questa ragione alcuni titoli che si trovano in rete e sui social danno troppa enfasi a questa storia.

La bufala non risiede tanto nella storia della signora diventata “prigioniera”, ma nel fatto che il download dell’app Immuni porti necessariamente ad un epilogo del genere. Staremo a vedere quale sarà l’epilogo di questa storia e come evolveranno i fatti nella percezione che si ha della tanto discussa applicazione anti Coronavirus qui in Italia.

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