Impazza il video del programmatore dell’app Immuni ma è Saolini

Il personaggio social ci ha abituati ai suoi contenuti ma c'è chi grida al complotto

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Mancava all’appello il finto video del programmatore dell’app Immuni ma nelle ultime ore l’assenza è stata colmata. Gian Marco Saolini, noto ai più, ha diramato il suo filmato in cui inneggia al complotto che cìè dietro all’applicazione di tracciamento di Bending Spoons voluta dal Governo. Naturalmente le sue informazioni sono tutte false, diffuse nel classico stile ironico del personaggio ma c’è chi naturalmente prende per vera ogni singola parola.

Saolini è solito cavalcare i trend del momento, ossia tutti gli argomenti in voga in determinati momenti. Ora è quello dell’app Immuni e dei dubbi avanzati da non pochi italiani sul presunto controllo di cui lo strumento si farebbe portavoce. Tutte le accuse sulla presunta invasione di campo del tool nella vita privata delle persone sono state restituite ai mittenti. Eppure c’è ancora chi grida al complotto e come al solito Saolini ironizza pesantemente su questa ampia fetta di persone, solo all’apparenza, dandogli ragione.

Nel video. proprio Saolini si finge programmatore dell’app Immuni come in passato ha ricoperto innumerevoli altri ruoli dei fatti di attualità. Nel filmato si fa riferimento al sistema di controllo serrato dello strumento di tracciamento. Viene detto che quest’ultimo, tramite il GPS, controlla gli spostamenti delle persone. L’affermazione è più che falsa visto che proprio l’app non fa uso della tecnologia GPS ma solo di quelle Bluetooth (tra l’altro Low Energy”).

Saolini rincara la dose nel video del finto programmatore dell’app Immuni: parla di conversazioni registrate e addirittura dell’installazione non autorizzata dello strumento attraverso il già citato bluetooth, anche senza il consenso delle persone. Tutto ancora falso naturalmente. Come la questione dello strumento militare installato in “backdoor” è infine pure la dichiarazione che solo alcuni centri autorizzati potrebbero controllare gli smartphone e liberarci dal pericolo.

Stupisce che, nell’ultimo video di Saolini nei panni del programmatore dell’app Immuni, ci sia un secondo personaggio muto alla sue spalle, con cuffie e sembianze da hacker o qualcosa di simile. Tutto è studiato per amplificare l’effetto scenico e impressionare gli utenti social, almeno quegli ignari dell’attività preferita del personaggio.

“L’App inizialmente era stata progettata per scopi militari”

Pubblicato da Gian Marco Saolini su Lunedì 15 giugno 2020

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