Secche smentite sulle auto blu per Di Maio in Svizzera a spese degli italiani

Decisa presa di posizione da parte del Movimento 5 Stelle, dopo il caso scoppiato in questi giorni

Auto blu

Parlare di bufala nel senso stretto del termine, a proposito del caso delle auto blu utilizzate per Di Maio in occasione della sua apparizione in Svizzera non sarebbe del tutto corretto, ma in queste ore è arrivata una precisazione secca e diretta da parte del Movimento 5 Stelle sul video diventato virale in queste ore. In particolare, dopo le accuse piovute addosso al Ministro, reo di essere la nuova figura rappresentativa degli sprechi di denaro pubblico, sono arrivate prese di posizione che potrebbero aiutarci ad avere un’idea più chiara su quanto avvenuto di recente.

In un periodo caratterizzato da fake news a ripetizione, come quella relativa alla presunta cancellazione di Calimero dal palinsesto di Disney+ che ho trattato nei giorni scorsi, voglio approfondire la questione delle auto blu che Di Maio avrebbe scelto come forma di scorta in occasione di un appuntamento istituzionale in Svizzera. Sui social, infatti, circola un filmato che mostra circa dieci mezzi, tra vetture e camionette della Polizia, utilizzati contemporaneamente per questo personaggio politico.

Le precisazioni ufficiali sulle auto blu e la scorta utilizzata da Di Maio in Svizzera

Nel dettaglio, con una nota pubblicata sulla pagina Facebook ufficiale, il Movimento 5 Stelle ha precisato quanto segue: “I provvedimenti di sicurezza che ha messo a punto il governo svizzero non c’entrano nulla con i soldi degli italiani”. E qui si spiega il motivo per il quale non ho parlato di bufala. Il video che in tanti hanno osservato è correttamente incentrato sulle auto blu che sono state utilizzate come scorta da Di Maio in occasione della sua apparizione in Svizzera.

Tuttavia, quello che appare nelle immagini non è frutto della volontà del Ministro, quanto del protocollo che viene utilizzato in quel Paese. Per questa ragione, la scorta con le auto blu per Di Maio non pesa sulla tasche degli italiani.

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