Curon è la serie più vista su Netflix in Italia, ma è dall’estero che arrivano i giudizi più sorprendenti

Curon è la serie tv più vista in Italia su Netflix, ma come è stata accolta all'estero? Ecco alcune delle recensioni internazionali più sorprendenti

9
CONDIVISIONI
[Netflix]

Attesa e chiacchierata per mesi, la serie italiana Curon ha finalmente saziato la curiosità del pubblico italiano. Il fascino misterioso di un villaggio inquietante almeno quanto le leggende di cui si alimenta e la storia di fuga, scoperta e riscoperta di sé hanno spinto la Curon di Netflix in cima alla lista delle serie tv più guardate in Italia. Alla positiva risposta del pubblico italiano si sono affiancate le reazioni ambivalenti da parte della critica – questa la nostra recensione –, e sorprende che i giudizi siano meno severi con l’allontanarsi dai nostri confini.

Nel suo Stream It or Skip It, ad esempio, Decider suggerisce di guardare la serie: Curon ha i suoi problemi, ma i due giovani protagonisti e la loro dinamica di completa opposizione è abbastanza accattivante da tenere alta l’attenzione. E a proposito dell’ambientazione rileva: Questa è una di quelle serie in cui gli scenari dominati dalle colline e dai monti del Nord Italia diventa un personaggio a sé.

Curon non è arrivata su Netflix in pompa magna, ma ha scalato velocemente la vetta delle serie tv più viste. Avete abbastanza fegato da guardarla fino alla fine?, stuzzica invece Stylist, che sottolina come tanti tanti utenti sui social la considerino una serie horror in piena regola.

Fra chi pensa che faccia paura da morire, chi svela di aver voglia di tirare la coperta fin sopra la testa e chi invece ammette di sentirsi pietrificato, Curon è comunque considerata imperdibile per gli amanti dell’horror per via della sua trama intrigante e delle straordinarie performance di un cast guidato da Valeria Bilello, Luca Lionello e Federico Russo.

Resto qui (Supercoralli)
  • Balzano, Marco (Author)

Più tiepida la reazione di Forbes, che nella recensione della serie parla di Curon come di un’intrigante teen drama in cui il ricorso al mito del doppio in un’ambientazione così straordinaria genera intrigo e atmosfera. Allo stesso tempo nota l’andamento scostante della serie. La fine della prima stagione lascia troppe domande senza risposta e questioni irrisolte, il che lascia immaginare che sia stata concepita con una seconda stagione in mente.

TechQuila promuove Curon a pieni voti: Curon regala per tutto il tempo un brivido carico d’atmosfera, alcuni eccellenti momenti di tensione e un finale solido […]. [La serie] si dimostra fin da subito un thriller crudo e oscuro che non perde tempo a spiegarsi. Se amate le serie ricche d’atmosfera questa vi conquisterà all’istante. […] Non c’è un solo momento in cui vi sembrerà che quello che succede è illogico o irrilevante. Anche il rapporto tra Daria e Giulio è organico e dolce, e l’amicizia fra Micki e Mauro e molto dolce e credibile.

Offerta
Le città perdute. Luna nera: 1
  • Triana, Tiziana (Author)

Fra le recensioni più critiche c’è quella di TheCinemaholic: Se iniziate a guardare Curon aspettandovi un horror, perché è quello che vi sembra aver capito dal trailer, sappiate che non lo è davvero. La serie rientra piuttosto nella categoria dei supernatural teen drama […]. Tenta di raggiungere un delicato equilibrio tra filosofia e soprannatturale, cercando di usare una per spiegare l’altro, ma nonostante questa interessante sfaccettatura non riesce a mantenere davvero la sua promessa, si legge.

Uno dei più grandi difetti della serie è che non sa esattamente quanto il soprannaturale debba incidere sulla storia. […] Vuole rimanere vicina alla realtà perché il suo messaggio principale non si perda fra troppi strati di misticismo, ma a volte sembra essere troppo cauta […]. Avrebbero dovuto approfondire un po’ di più le leggende che nutrono la storia, conclude.

Le parole più dure per la nuova serie italiana Netflix arrivano però da The New Indian Express, in cui si rileva come il tema del doppio sia già stato sfruttato efficacemente da una moltitudine di produzioni. Il problema, si legge poi, è che [dal momento in cui Anna iscrive i ragazzi a scuola] la serie inizia a somigliare a qualsiasi drama Netflix incentrato su adolescenti mediocri.

Sono personaggi simbolici che abbiamo già visto. Prendete per esempio il tizio che ha una cotta per una ragazza e poi si sente deluso perché scopre che lei prova qualcosa per un’altra ragazza. O il fatto che tutti quegli adolescenti odiano i loro genitori. Non c’è niente di nuovo. Sembra che i teenager siano fondamentali in ogni storia che poi finisce su Netflix.

E la conclusione è ancora più netta: Curon è l’ennesima serie dalla partenza interessante ma che alla fine cede al caos e alla noia per via di personaggi sgradevoli. È difficile provare qualcosa per loro e a un certo punto si finisce per disinteressarsi di cosa può succedere o come.

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.