Contro le antenne 5G ben 500 comuni ed enti italiani, è guerra aperta

Posizioni opposte tra enti locali organizzati in alleanza e Colao per il rilancio del paese

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Nessuno vuole le antenne %G vicino casa e comunque all’interno del proprio comune. Sembrerebbe emergere proprio questo tipo di punto di vista in questa ultimissima parte di primavera. Le proteste contro l’installazione di nuovi impianti per le connessioni ultra-veloci riguardano ogni regione d’Italia, da nord a sud, senza alcuna distinzione.

Repubblica parla di ben 500 tra comuni ed enti locali di varia natura che finora si sono opposti proprio alle antenne 5G nel nostro paese. Prende infatti sempre più vigore l’iniziativa denominata come l’Alleanza Italiana Stop 5G. Neanche a dirlo, si tratta di una fitta rete che contesta la corsa alla tecnologia, soprattutto in questo momento storico più che segnato dalla pandemia del Covid-19. Il tutto perché non pochi ritengono, senza alcuna evidenza scientifica però, che ci sia correlazione proprio dalla malattia mortale e il passo avanti nelle connessioni.

Per questo sabato 20 giugno 2020 è prevista una giornata di proteste nazionale proprio contro le antenne 5G. L’Alleanza Italiana Stop 5G propone in Italia proprio le manifestazioni che dovrebbero fare eco alle rimostranze di non pochi cittadini ma soprattutto di amministratori locali. Come riportato anche più volte sulle pagine di OM OptiMagazine, sono stati davvero tanti i sindaci che nel corso degli ultimi mesi hanno avanzato i loro dubbi proprio contro la tecnologia, impedendo l’installazione di nuove infrastrutture sul loro territorio.

Alle non poche proteste contro le antenne 5G fanno da contraltare ora più che mai le dichiarazioni dall’ex manager delle Tlc, Vittorio Colao, a capo della task force del Governo per la ripartenza. Proprio l’esperto ha puntualizzato che per la giusta riprese del nostro paese sarebbe necessario dare una spinta all’installazione proprio della nuova rete veloce. Un passo in questa direzione dovrebbe essere rappresentato, sempre secondo il manager, dal superamento delle opposizioni locali e pure l’innalzamento dei limiti delle emissioni italiani a quelli europei. La guerra, su queste opposte posizioni, è più che mai aperta.

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