Il post di Gianna Nannini su Paul McCartney fa incazzare tutti: “I soldi spesi per i biglietti vanno restituiti”

Non abbiamo bisogno di te che bacchetti l'Italia", scrive Gianna Nannini a Paul McCartney. E invece sì, ne abbiamo bisogno

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Il messaggio di Gianna Nannini su Paul McCartney sta facendo discutere. Una valanga di commenti al di sotto del post che la cantante ha pubblicato su Facebook nella giornata di ieri, tutti a favore di Paul McCartney e in supporto alle sue affermazioni.

Gianna Nannini risponde a Paul McCartney e scrive: “Non abbiamo bisogno di te che bacchetti l’Italia”. L’artista si era esposto sui social per invitare l’Italia a fornire rimborsi in denaro ai fan in possesso dei biglietti per i suoi concerti dal momento che non sa ancora se verranno programmate altre date e se i voucher saranno quindi utilizzabili per acquistare altri biglietti per i suoi concerti.

Tante le lamentele a proposito dei voucher, come forma di rimborso per i concerti annullati. L’annullamento porta l’artista a non annunciare nuove date e costringe i fan ad utilizzare il credito per acquistare biglietti per concerti di altri cantanti. Non tutti sono disposti a farlo.

“Perché io compro 10 pesche e mi rifilano 10 broccoli? I miei soldini li ho spesi per le pesche, a me i broccoli non piacciono, perché devono appiopparmeli per forza?”, scrive un utente.

Gianna Nannini dice la sua. Invita Paul McCartney ad annunciare date di recupero e scrive: “La musica va aiutata in questo momento recuperando le date, non cancellandole”.

Gianna Nannini non è entrata nel merito della questione voucher VS rimborso in denaro e si è limitata ad invitare l’artista a considerare l’opportunità di riprogrammare i concerti, in modo da evitare ogni polemica sui rimborsi.

I fan però la bacchettano ribadendo un solo concetto: i biglietti vanno rimborsati. I biglietti acquistati sono relativi ad appuntamenti che avevano data e ora: chissà quando e se questi voucher potranno essere effettivamente utilizzati da chi ne è in possesso; chissà quando e se troveranno un concerto di loro interesse per il quale mobilitarsi. I soldi spesi per un evento specifico, che poi salta, dunque, vanno restituiti.

C’è inoltre chi fa notare un dettaglio da non sottovalutare: Paul McCartney non è più un ragazzino ed è costretto a programmare i suoi impegni anno per anno; potrebbe essere questo uno dei motivi per i quali non sono state riprogrammate le sue date.

Paul McCartney ha inoltre aggiunto che in tutti gli altri Paesi i biglietti sono stati rimborsati. Solo l’Italia si oppone al rimborso in denaro, cifre che farebbero sicuramente comodo a chi le ha spese in questo periodo di incertezza.

Tra i commenti sui social, al post della Nannini, c’è chi fa notare tristemente che, ancora una volta, sono le esigenze del pubblico a non essere considerate. Il pubblico deve rinunciare al rimborso in denaro per salvare la filiera, ma chi salva il pubblico dalle essenziali spese quotidiane rese difficili dalla crisi in corso?

Chi ha comprato un biglietto per un concerto di un sabato primaverile potrebbe non essere disposto a recarsi allo stesso evento di un mercoledì autunnale, fa notare qualcuno. Anche in caso di recupero, quindi, andrebbe data la possibilità di scegliere il rimborso in denaro, denaro speso dai fan con mesi di anticipo rispetto alla data di svolgimento del concerto e ancora oggi nelle tasche degli organizzatori.

In molti la definiscono “truffa autorizzata”.

Il post di Gianna Nannini su Paul McCartney:

Paul, caro Paul, 
non abbiamo bisogno di te che bacchetti l’Italia.
Invece di cancellare il tuo concerto cosa ci voleva a recuperarlo come facciamo noi e come fanno tanti artisti internazionali?
La musica va aiutata in questo momento recuperando le date, non cancellandole.
Ti aspettiamo Paul, vogliamo il tuo concerto!
Gianna Nannini

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