Ultima chiamata per il Reddito di Emergenza, come evitare errori nella presentazione della domanda

Ancora poche settimane di tempo per chi ha intenzione di presentare la domanda per il bonus stanziato dallo Stato

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Tra Reddito di Emergenza, bonus baby sitter e altri aiuti alle famiglie è indubbio che l’INPS abbia avuto un bel po’ di gatte da pelare nel corso degli ultimi mesi. D’altronde a situazioni straordinarie occorrono risposte straordinarie che, seppur con qualche inciampo, sono progressivamente arrivate.

Le centinaia di migliaia di richieste avanzate dagli aventi diritto (e anche da non aventi diritto, ndr) hanno necessitato di tempi di lavorazione supplementari per procedere alla selezione e scrematura e al successivo pagamento delle quote previste.

Il Reddito di Emergenza, lo ricordiamo, è un bonus diviso in due tranche che possono andare dai 400 agli 840 euro, a seconda dei parametri del nucleo familiare. Qui trovate tutti i dettagli in merito alla divisione delle diverse fasce di riferimento. Ma è fondamentale anche prestare particolare attenzione al rispetto dei parametri per l’inserimento della domanda. La pena, in questo caso, è il vedersi rigettata la domanda e la perdita così della possibilità di attingere a questo importantissimo strumento di sostegno economico.

Reddito di Emergenza, come evitare errori

Innanzitutto per ambire a Reddito di Emergenza è necessario presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica, o DSU, valida. Numerosi sono stati infatti i casi riportati di DSU che non rispettavano questo parametro di validità. E in questo caso è necessario di “armarsi” di una Dichiarazione Sostitutiva Unica con scadenza al 31 dicembre per poi ripresentare una nuova domanda entro la scadenza dei termini per il bonus. Termini che sono fissati al 30 giugno 2020, data entro la quale bisognerà effettuare l’operazione attraverso il sito INPS oppure rivolgendosi a CAF o Patronati.

Che cos’è la Dichiarazione Sostitutiva Unica? In sostanza un mix tra autodichiarazione – di cui l’utente si assume tutte le responsabilità penali del caso – e parte acquisita dall’Agenzia delle Entrate, e che forniscono un quadro completo in merito a dati anagrafici, reddito e patrimonio dell’utente.

Tocca dunque fare presto se non si vuole correre il rischio di pedere la possibilità di attingere a questo importante strumento di sostegno economico stanziato dallo Stato.

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