Il dramma di Lodo Guenzi bullizzato da piccolo: “Mi chiamavano Cinzia, non riesco a non odiarli”

Il leader di Lo Stato Sociale racconta gli anni difficili dell'adolescenza e il suo attuale rapporto con il bullismo

Anche Lodo Guenzi bullizzato da piccolo, in una confessione che arriva nelle ultime ore e che ha voluto affidare ai suoi canali social. Il leader di Lo Stato Sociale ha voluto così raccontare una parte della sua vita, in un post nel quale racconta di essere stato vittima dei bulli.

“Questa è la prima volta che lo scrivo. Ho pensato molto se avesse senso e sì, ha senso. Da ragazzino sono stato bullizzato”. Queste le prime parole di Lodo Guenzi, che nelle righe successive è entrato nel merito di quanto gli sia accaduto da piccolo e di quanto abbia sofferto per i soprusi subiti da alcuni prepotenti.

In particolare, Lodo Guenzi ha subìto il becero attacco dei bulli per il suo aspetto fisico, giudicato troppo esile ed effeminato, oltre che “biondino”. Le angherie dei “più forti” erano quindi rivolte a un ragazzo italiano che non rispettava i loro canoni estetici, mentre il supporto arrivava dai compagni di altre nazionalità.

Racconta Lodo Guenzi:

“Qualche botta, un pomeriggio in un bidone e un’eterna insistenza sulla mia presunta omosessualità che devo dire già allora come ipotesi non mi dava fastidio. Mi chiamavano Cinzia, come il nome di una bici da donna. Curiosamente, le uniche che mi piace guidare adesso”.

Una voglia di rivincita, la sua, che nasce proprio da tutte le umiliazioni. Lodo Guenzi la definisce come una smodata fame di fare grandi cose, alimentata dal rimpianto di non aver agito per cambiare scuola e, quindi, migliorare la sua condizione.

Il rapporto con i bulli, adesso, è molto cambiato. Alcuni di quelli che si prendevano gioco di lui, adesso, lo chiamano “Star”: “Quando incontro qualcuno dei miei bulli adesso mi trattano come una star, io faccio gran sorriso e so che da bambini è un casino per tutti e neanche se ne saranno accorti ma non riesco a non odiarli”.

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