Conflitto di interessi di Burioni su anticorpi e vaccini per il coronavirus? Il virologo si difende

La posizione del virologo appena annunciata, tutte le accuse restituite al mittente

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Il servizio delle Iene andato in onda ieri 9 giugno ha posto l’accento sul presunto conflitto di interesse di Burioni su cure per il Covid-19. Che si tratti degli ormai noti anticorpi mononucleati o di vaccini per il nuovo coronavirus di questi mesi, la trasmissione di Italia 1 ha avanzato seri dubbi sulla correttezza del noto virologo, sulla base pure di alcune denunce del Codacons.

La risposta di Roberto Burioni non si è fatta attendere ed è giunta in queste ore attraverso i suoi profili social. Il virologo ha partecipato settimanalmente alla trasmissione Che Tempo che fa di Fabio Fazio su Rai 2 per molte settimane. I suoi interventi sono stati dunque messi sotto la lente di ingrandimento sotto svariati aspetti.

Il virologo nega del tutto il conflitto di interessi ipotizzato dalla trasmissione Le Iene. Il professore anzi denunzia pure l’operato del Codacons, impegnato in attacchi al suo indirizzo continui da anni, ma con accuse puntualmente archiviate.

Il primo punto sul quale si difende l’esperto è quello dei famosi anticorpi mononucleati umani proposti come soluzione ideale proprio da Burioni. Non è un mistero che questi siano oggetto delle sue ricerche da sempre ma il virologo afferma di non averne la proprietà, in nessun caso. Piuttosto questi appartengono alla società Pamona Ricerca di cui lui è consulente scientifico. Ma va chiarito comunque che nessuno degli anticorpi mononucleati creati in passato è in commercio e dunque non garantiscono guadagni ora e probabilmente ancora per altri 10 anni. Tra l’altro, pure nessuno è collegato al nuovo Covid-19.

Il presunto conflitto di interessi di Burioni viene chiarito anche in riferimento ai rapporti con la Fondazione Lorenzini. In quest’ultimo caso, la collaborazione ha riguardato la stesura di un quaderno sulla esitazione vaccinale uscito poi con IlSole24ore. La relativa fattura è stata pari a 1500 euro.

Per finire l’accusa delle accuse rivolta all’esperto, ossia quella relativa alle sue dichiarazioni dubbiose sull’efficacia del plasma. Nessun conflitto di interessi di Burioni ancora, almeno secondo il diretto interessato. Il plasma resta una soluzione di emergenza per la cura del Covid-19, gli anticorpi mononucleati invece cura effettiva. Né dall’utilizzo dell’una o dell’altra opzione il virologo dichiara benefici economici a suo favore.

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