Niente riapertura dei campi di calcetto dal 15 giugno? Nuova possibile data

Il ritorno nei campi non è ancora stato definito, protocolli da stabilire

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La riapertura dei campi di calcetto dal 15 giugno è confermata? La data di ripartenza per lo sport di gruppo nazional-popolare ancora non è ufficiale. Purtroppo i tempi di attesa per indossare di nuovo le scarpette chiodate potrebbero allungarsi. Almeno lo si evince da quanto dichiarato nelle scorse ore dal ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora.

Come raccontato in un precedente approfondimento, la data di riapertura dei campi di calcetto (almeno quella auspicata) doveva essere quella di lunedì prossimo 15 giugno. Tuttavia l’appuntamento potrebbe essere disatteso e slittare almeno di una settimana, fino al successivo 22 giugno.

Il ministro Vincenzo Spadafora ha rinnovato il suo impegno nel voler garantire una riapertura delle attività per le numerosissime associazioni sportive dilettantistiche italiane. Ha anche chiarito che nel prossimo DPCM (Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri) sarà indicata la data esatta per il via definitivo allo sport dilettantistico. Il portavoce del Governo ha però avanzato dei seri dubbi sul fatto che si possa partire già lunedì 15 giugno. Gli sport di squadra che prevedono anche contatti diretti (come proprio il calcetto) trovano il loro maggiore limite nella necessità di mantenere il famoso distanziamento. Non potendo garantirlo per ovvi minuti, dovranno essere messe in campo misure specifiche per mantenere comunque alta la salvaguardia della salute degli sportivi con specifici protocolli, ancora non siglati.

Per la riapertura dei campi di calcetto si auspica che le decisioni prese a livello nazionale saranno poi rispettate in tutte le regioni, allo stesso modo, secondo protocolli consolidati e condivisi. Già ora si può prevedere che, pur essendo possibile svolgere le sessioni di gioco, non sarà poi concesso l’uso di spogliatoi e docce proprio presso le strutture sportive. La forte limitazione è di certo giustificabile con l’intento di non creare i soliti pericolosi assembramenti in un momento ancora delicato per l’epidemia Covid-19..

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