Stephen Amell risponde alle accuse di razzismo dopo il no di Grant Gustin

Dopo Lea Michele, anche Stephen Amell e Grant Gustin sono finiti sotto la lente con l'accusa di razzismo, ecco cosa è successo

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Siamo entrati in un campo minato in uno di quei momenti storici in cui qualsiasi cosa si dica si rischia di sbagliare e venire additati. Nelle scorse ore è finita sotto la lente Lea Michele, che ha poi chiesto scusa per il suo comportamento se dannoso, oggi è la volta di Stephen Amell, altro volto noto ai giovani che amano e seguono le serie tv americane. Cosa ha fatto di sbagliato l’attore che per otto anni ha prestato il volto ad Arrow facendosi pilastro del nuovo corso della rete The CW?

Anche lui è stato accusato di razzismo dall’autrice Tee Franklin che, facendo leva su alcuni comportamenti passati, almeno a suo dire, ha colto la palla al balzo per additare l’attore. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il podcast di Stephen Amell in cui il suo ospite doveva essere Grant Gustin, collega e amico nonché protagonista di The Flash. I due hanno dimostrato di essere molto amici ma, a quanto pare, è stato proprio il no di Gustin all’invito di Stephen Amell in questo particolare momento che ha sollevato un polverone.

Qualcuno ha twittato una clip dal podcast rivelando: “Grant Gustin ha detto no a Stephen Amell per non far parte del suo podcast mentre guadagna entrate pubblicitarie durante il movimento #BlackLivesMatter …”. A quel punto la scrittrice di Image Comics ha subito risposto al tweet  affermando che l’attore di Arrow ci “ha mostrato il suo c*lo da razzista da un po’ di tempo” mettendo in mezzo anche il suo collega e amico “Anche Grant Gustin non è assolto” reo di non aver sostenuto e parlato a favore della sua co-star Candice Patton.

Proprio quest’ultima nei giorni scorsi, in risposta ai tweet su Lea Michele aveva lasciato intendere che anche la sua situazione non è facile sottolineando: “La situazione attuale sta tirando fuori così tanti traumi per noi…”. Dove sta la verità? Siamo certi che dopo l’ondata del MeToo che ha sollevato il velo sulla violenza, fisica, verbale o psicologica sulle donne nel cinema, nella tv e non solo, questa volta quella sollevata dall’omicidio di George Floyd sarà ancora più sconvolgente.

A differenza di Lea Michele, però, Stephen Amell non ha scelto la via del silenzio e ha risposto subito a tono alla sua accusatrice invitandola a contattarlo per parlare di chiaro di quello di cui è accusato: “Mi hai beccato! Spero che ti faccia sentire, ho iniziato a seguirti e se hai bisogno di qualcosa o vuoi aiutarmi a capire meglio, cercami così possiamo chattare!

Come finirà questa storia questa volta?

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