Meghan Markle commemora George Floyd e sprona i giovani: “L’unica cosa sbagliata da dire è non dire nulla”

In un breve discorso alle diplomande del suo ex liceo Meghan Markle commemora George Floyd e le altre vittime di insensati atti di razzismo

La morte di George Floyd e le proteste di massa scatenate dall’ennesimo caso di abusi da parte della polizia continuano a spingere le celebrità a donare e prendere posizione sui social o attraverso canali ufficiali. Questa volta è il turno di Meghan Markle, protagonista di un breve discorso rivolto alle diplomande del suo ex liceo, l’Immaculate Heart High di Los Angeles.

Nel rivolgersi alle studentesse ha sottolineato quanto la vita di George Floyd fosse importante:

Tuttò ciò a cui stiamo assistendo nell’ultima settimana nel nostro paese, nel nostro stato e nella nostra Los Angeles è assolutamente devastante. […] Non sapevo bene cosa dirvi. Volevo dire la cosa giusta, ma mi sentivo molto nervosa, temevo che non sarei riuscita a farlo o che sarei stata fraintesa, ma poi mi sono resa conto che l’unica cosa sbagliata da dire era non dire nulla, perché la vita di George Floyd era importante, e la vita di Breonna Taylor era importante, e la vita di Philando Castile era importante, e la vita di Tamir Rice era importante. E lo erano anche le vite di quelle persone di cui conosciamo il nome, e di quelle di cui lo conosciamo.

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Secondo la rivista Essence, la prima a citare le parole di Meghan Marke, il discorso rivolto alle maturande è stato per lei un’occasione di condividere alcune esperienze traumatiche vissute da ragazza:

Avevo 11 o 12 anni e a Los Angeles c’erano delle rivolte scatenate da un insensato atto di razzismo. Ricordo il coprifuoco e ricordo che correvo a casa ogni giorno, e lungo il tragitto vedevo cadere la cenere dal cielo, sentivo l’odore del fumo e lo vedevo uscire dalle finestre degli edifici. Ricordo di aver visto degli uomini sul retro di un furgone, avevano pistole e fucili.

Ricordo di una volta in cui mi sono avvicinata a casa e ho visto l’albero che era sempre stato lì, del tutto carbonizzato. E queste non sono cose che si dimenticano. […] Una dei miei insegnanti, la signora Pollia, mi diceva: “Ricordati sempre di mettere le necessità degli altri al di sopra delle tue paure”. È un insegnamento che mi accompagna da sempre e ci ho pensato più nell’ultima settimana che nel resto della mia vita.

Le sue parole acquisiscono un significato particolare se si considera il suo rapporto problematico con la stampa britannica, e soprattutto i casi in cui a far discutere è stata proprio la sua etnia. Risale al 2016 un comunicato in cui Kensington Palace, a nome del principe Harry, sottolineava:

Meghan Markle è stata vittima di un’ondata di abusi e molestie. Alcuni di questi erano di natura pubblica: le calunnie sulla prima pagina di un quotidiano nazionale; le sfumature razziali di alcuni editoriali; l’esplicito sessismo e razzismo dei troll sui social media e dei commenti su alcuni articoli online.

Intanto l’indignazione per il perpetuarsi dei casi di razzismo si è estesa dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda, dal Regno Unito alla Francia e alla Germania.

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