Cannes 2020, annunciata oggi la selezione ufficiale del festival che non esiste

Il direttore Frémaux rivela i 56 film di un concorso che non si farà. Tra i nomi di spicco, Wes Anderson, "Soul" della Pixar, Steve McQueen. L’annuncio serve a ribadire la centralità di Cannes. E mandare un messaggio alla Mostra di Venezia

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Come preannunciato, oggi il presidente Pierre Lescure e il direttore del Festival di Cannes Thierry Frémaux hanno annunciato la selezione ufficiale dell’edizione 2020 della manifestazione. Tra i non molti nomi di primo piano il Wes Anderson di The French Dispatch, ben due opere di Steve McQueen, Lover’s Rock e Mangrove, il film d’animazione della Pixar Soul, Summer of 85 di François Ozon. Ma non è tanto questo il problema: il punto è che la 73esima edizione di Cannes non esiste, perché per l’emergenza Coronavirus il festival, previsto tra il 12 e il 23 maggio, non si è svolto né si svolgerà. Dunque qual è il significato di una conferenza stampa che ha annunciato un programma di ben 56 film che non verranno proiettati? Una trovata da teatro dell’assurdo, o cosa?

Innegabilmente il tutto ha un’aria piuttosto paradossale. Ma ci sono delle ragioni precise, che Frémaux aveva già chiarito ieri in una lunga lettera aperta pubblicata ieri sul sito della manifestazione, in cui il direttore aveva affermato: “La cancellazione non è mai stata un’opzione”. Da un lato ha voluto orgogliosamente sottolineare il grande lavoro compiuto, in termini di numero di film visionati, per la costruzione del programma (2067, un record). Dall’altro ha inteso ribadire che l’annuncio della selezione non è un atto formale. Insomma, fisicamente il festival non ci sarà – nessuna proiezione, niente divi, tappeto rosso, flash e paparazzate, nessuna premiazione. Ma Cannes 2020, in qualche modo, esiste.

Ed esiste, secondo il suo direttore, perché attraverso l’etichetta di “film della selezione ufficiale” la manifestazione svolgerà il suo compito principale: “Promuovere film, artisti e professionisti mostrando il loro lavoro, per essere un ponte tra lo schermo e il pubblico”. Il che è probabilmente vero: in particolare per le opere degli autori esordienti presenti, ben 15, oltre un quarto del totale, che potranno avvantaggiarsi del bollino di Cannes 2020 per facilitare l’accidentato percorso che dai festival non sempre conduce alla distribuzione in sala o su piattaforma.

L’annuncio di oggi però ha anche altre motivazioni. Il fatto è che i grandi festival, in particolare Venezia (2-12 settembre) e Toronto (10-20 settembre), grazie alla programmazione dopo l’estate hanno evitato la cancellazione. La tempistica ha invece condannato Cannes, che non ha potuto considerare un riposizionamento, impossibile a settembre per la presenza delle altre kermesse e improbabile, troppo tardi, in autunno. Allora per marcare il territorio e ribadire la centralità della manifestazione s’è pensato di escogitare questa singolare conferenza stampa, in cui annunciare il programma di un festival inesistente.

Beninteso, i film di Cannes 2020 potranno partecipare ad altri festival forti di una sorta di bollino di qualità, grazie anche “all’attivo supporto di Cannes e del suo team”, sottolinea Frémaux. Peccato che dalla lista di kermesse citate nella lettera manchi la Mostra di Venezia. Con la quale pare stessero andando avanti delle trattative, interrotte dopo che il presidente della Biennale Roberto Cicutto aveva dichiarato il 20 aprile scorso: “Tutto può essere studiato, però trovo sconcertante che Thierry Frémaux dica che continua a studiare e non dica cosa vuole fare. Noi andiamo avanti con il nostro programma, se Cannes ci sta ancora pensando non c’è dialogo”.

Difficile non pensare quindi che questa operazione abbia anche un sapore conflittuale, con un messaggio indirizzato al più diretto competitor, il festival di Venezia presieduto da Alberto Barbera, le cui quotazioni sono cresciute moltissimo in questi ultimi anni, grazie alle anteprime di molti film statunitensi poi vincitori dell’Oscar come miglior film (però l’anno scorso il colpaccio l’aveva fatto Cannes, con la Palma d’Oro a Parasite di Bong Joon-ho). Il che spiega perchè nella selezione di Cannes 2020 non ci sia traccia di film italiani. Nemmeno il beniamino Nanni Moretti, il cui nuovo film Tre Piani adesso, salvo sorprese, sarà dirottato su Venezia.

Frémaux definisce “bellissima” la sua selezione. Ma c’è il fondato sospetto che il numero più consistente del solito di esordienti (15), registe (16) e opere francesi (ben 21), non dipenda tanto dalla volontà di dare più spazio a giovani e donne, in una chiave di diversificazione e di genere, ma soprattutto dal fatto che, vista la natura virtuale di Cannes 2020, molti nomi di primo piano abbiano deciso di passare la mano.

Vista l’assenza materiale del concorso, sono saltate le distinzioni tra categorie (Concorso, Un certain regard, Fuori concorso, Proiezioni di mezzanotte, Proiezioni speciali) e le opere sono presentate in un’unica lista. Ecco i film selezionati per Cannes 2020:

The French Dispatch, Wes Anderson
Summer of 85, François Ozon
True Mothers, Naomi Kawase
Lovers Rock, Steve McQueen
Mangrove, Steve McQueen
Another Round, Thomas Vinterberg
Last Words, Jonathan Nossiter
DNA, Maïwenn
Heaven: To The Land Of Happiness, Im Sang-soo
Forgotten We’ll Be, Fernando Trueba
In the Dusk, Sharunas Bartas
Home Front, Lucas Belvaux
Peninsula, Yeon Sang-ho
The Real Thing, Koji Fukada
Passion simple, Danielle Arbid
A Good Man, Marie-Castille Mention-Schaar
Les choses qu’on dit, les choses qu’on fait, Emmanuel Mouret
Souad, Ayten Amin
Limbo, Ben Sharrock
Here We Are, Nir Bergman
Red Soil, Farid Bentoumi
Sweat, Magnus von Horn
Teddy, Ludovic e Zoran Boukherma
February, Kamen Kalev
Ammonite, Francis Lee
Un médecin de nuit, Elie Wajeman
Enfant terrible, Oskar Roehler
Nadia, Butterfly, Pascal Plante
Septet: The Story Of Hong Kong, Ann Hui, Johnnie To, Tsui Hark, Sammo Hung, Yuen Woo-Ping, Patrick Tam

Esordienti
Falling, Viggo Mortensen
Pleasure, Ninja Thyberg
Slalom, Charlène Favier
Memory House, João Paulo Miranda Maria
Broken Keys, Jimmy Keyrouz
Ibrahim, Samir Guesmi
Beginning, Déa Kulumbegashvili
The Death of Cinema and My Father Too, Dani Rosenberg
Gagarine, Fanny Liatard, Jérémy Trouilh
16 printemps, Suzanne Lindon
Vaurien, Peter Dourountzis
My Best Part, Nicolas Maury
Should the Wind Fall, Nora Martirosyan
John and the Hole, Pascual Sisto
Striding into the Wind, Wei Shujun

Documentaries
The Billion Road, Dieudo Hamadi
The Truffle Hunters, Michael Dweck, Gregory Kershaw
9 jours à Raqqa, Xavier de Lauzanne

Commedie
Antoinette dans les Cévennes, Caroline Vignal
Les deux Alfred, Bruno Podalydès
Un triomphe, Emmanuel Courcol
Le Discours, Laurent Tirard
L’Origine du monde, Laurent Lafitte

Film d’animazione
Earwig and the Witch, Goro Miyazaki
Flee, Jonas Poher Rasmussen
Josep, Aurel
Soul, Pete Docter, Kemp Powers