101 giorni fa ho iniziato a scrivere questo diario: 101 racconti, uno in più del Decameron. Boccaccio suca!

Pensare che ne dovevano essere solo 10 ed in questo articolo scriverò la parola fine

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Centoun giorni fa ho iniziato a scrivere questo diario, ho cioè iniziato a scrivere questo diario quando il fatto che il Coronavirus non fosse l’ennesimo semplice argomento del giorno, quello che in genere diventa apertura dei TG e trend topic sui social, salvo poi scemare nei giorni successivi fino a scomparire, è divenuto chiaro e assodato.

Se ne era parlato a gennaio, lo ricordo bene, come a gennaio si era parlato dell’imminente guerra in medio oriente, Trump a sganciare bombe come fosse un videogioco, poi era arrivato Sanremo e di colpo sembrava che esistessero solo Bugo e Morgan, Morgan e Bugo. Nient’altro. A Attico Monina, la location che ha ospitato i miei programmi a Sanremo, a ripensarci ora, sarà sicuramente circolato il virus, uno dei tecnici aveva quaranta di febbre, da un giorno a quell’altro non lo abbiamo visto più, e era pure di Bergamo. Ma tanto il Coronavirus era una cazzata, ci si diceva tra noi, roba buona per i media, meglio Morgan e Bugo, la tua brutta figura di ieri sera. Tutto era finito, ci dicevamo, ci dicevano. Anche dopo Sanremo, per un paio di settimane. I meme con su scritto “Cosa è successo”, le pantomime con la canzone modificata, credo di essere stato il primo a farla, la mattina del sabato della finale del Festival, figuriamoci. Poi si è tornato a parlare di Coronavirus, di Coronavirus in Italia, di morti in Italia, di focolai e zone rosse, di pazienti zero e tutto il vocabolario che Soderbergh aveva messo nel suo Contagion, e a quel punto è arrivato il lock down per la Lombardia, il 24 febbraio 2020. Al punto che, mi sono detto, perché non scrivere un diario di questi giorni anomali, come fossi uno dei protagonisti del Decameron di Boccaccio?

Dieci racconti, chiamarli articoli mi ha sempre fatto fatica, anche quando provavo a scrivere cose che fossero attinenti in qualche modo al campo del giornalismo, figuriamoci ora, uno al giorno. Chiaro, lo sapevo bene, il Decameron di racconti ne presenta cento, ma lì l’escamotage è che siano dieci i protagonisti rinchiusi per tenere la peste a distanza, ognuno a raccontare dieci racconti, e dieci per dieci fa cento, non è difficile.

Io puntavo alle dieci novelle, rimanendo nel mondo della musica, quello è il mio campo, ma osando un po’ di più dal punto di vista letterario, come se non lo avessi sempre fatto, e tanto più negli ultimi tempi.

Dieci novelle che partivano della musica ma raccontavano anche altro, stati d’animo, quel che girava intorno, insomma, un diario che, come un vero diario, provasse a mettere le sensazioni dentro una narrazione. Maledetto storytelling.

Poi, ma questo già lo sapete, c’eravate anche voi, i giorni sono diventati più di dieci, il lock down è diventato di colpo assai più restrittivo, e ha riguardato non più solo Milano, la nostra casa, ma tutta Italia.

Il Coronavirus, o Covid19, ha iniziato a non essere più solo una faccenda dei focolai riconosciuti come tali, dopo Codogno e Vo Euganeo, Alzano Lombardo e Nembro, poi altri sparsi per l’Italia, specie dopo la fuga notturna la notte dopo la fuga di notizie del decreto dell’8 marzo, ma anche una questione mondiale, non a caso abbiamo iniziato tutti a fare i conti con la parola pandemia, parola che, fino a quel punto, diciamolo apertamente, non sapevamo esattamente neanche che cazzo volesse dire.

I morti sono aumentati, parecchio, l’Italia ha raggiunto la Cina, ha superato la Cina, il resto del mondo si è infettato, ognuno ipotizzando strategie opportune, tenendo conto della propria contingenza, della propria conformazione geografica, delle proprie attitudini sociali, dei propri abitanti.

Noi, e per noi intendo me e i sei familiari che hanno vissuto per questo lungo periodo in casa con me, Marina, mia moglie, i nostri quattro figli Lucia, diciotto anni, ormai quasi diciannove, Tommaso, quasi quindici anni, i gemelli Francesco e Chiara e mia suocera Franca, con noi a Milano seppur residente in Ancona, noi abbiamo sin da subito deciso di vivere la clausura come tale, come in quarantena. Sono uscito io, all’inizio ogni tre, quattro giorni, per fare la spesa, poi una volta ogni settimana, per una spesa più grande, gli altri tutti tappati in casa, Marina in smart working, gli altri impegnati nella scuola da casa, la maledetta didattica a distanza, mia suocera a darci una mano in cucina e con le faccende di casa. Ogni uscita, mia, si è fatta più faticosa, la diffidenza verso gli altri e degli altri, la fatica di tenere la mascherina, la preoccupazione al ritorno, a lavarsi le mani, farsi la doccia, lavarsi i capelli, mettere tutto ciò che si ha indosso a lavare.

Solo io, una volta la settimana, il mondo chiuso fuori dalla porta di casa.

Le video chiamate coi nonni in Ancona, gli auguri su zoom agli amici, davvero distanti ma vicini, il mio programma Io Resto a Casa Monina, trentotto ospiti in tre settimane, le videolezioni e i miliardi di compiti, la necessità di comprare una stampante, le mie giornate che si sono sempre più assoggettate alla didattica a distanza, ostaggio della scuola, maledetta sia la Azzolina, le video chiamate con gli amici, di tutti i figli, le nostre, le speranze, le paure, le notizie, i bollettini delle 18, i video di Zerocalcare per aiutarci a decifrare i nostri stati d’animo, è solo un’influenza, è la fine del mondo, la signora del Sacco, la nuova peste, la peste non è un virus, le cravatte blu del professor Galli, le felpe del professor Pregliasco, i milioni di battute, le centinaia di migliaia di parole, andrà tutto bene, non andrà bene un cazzo, lo smart working, si dice work at home non smart working, la cassa integrazione, le ferie forzate, nessuno resterà indietro, la potenza di fuoco, Netflix, i libri, Youtube, le canzoni, gli album hardcore, addio alla musica demmerda, Gallera e Fontana che andrebbero giustiziati in piazzale Loreto, adesso, Conte e le sue cazzo di conferenze stampa del sabato sera, le promesse mai mantenute, i soldi mai arrivati, i virologi diventati popstar assolute, la televisione vista sempre di meno, se non per seguire le serie Tv, che di sentirci dire che a breve moriremo non è che se ne abbia tutta questa grande voglia, e quindi American Gods, Good Omens, La casa di carta, Ozark, Lillyhammer, Dirk Gently,  Sense8, Black Mirror, The Umbrella Academy, Strager Things, La linea verticale, Tredici, i libri sempre più difficili da leggere, i progetti per provare a ipotizzare un futuro prossimo, un futuro prossimo che ci appare ancora oggi molto incerto, le mascherine, il distanziamento sociale, i runner, i pisciatori di cani, la movida, i Navigli, lo Spritz, tutti al mare a Mondello, e Zaia sì che ha capito tutto, e Bonacini è il migliore, e Di Donno è meglio di Burioni, e Burioni è meglio di Tarro, abbiamo Speranza come Ministro della Salute, abbiamo Gallera come Assessore della Salute, e che volevamo mai pretendere?, e gli sceriffi, e i no mask, perché le chiese sì e i teatri no?, i nostri amici artisti che ci fanno divertire e appassionare, e col cazzo che vi ridanno i soldi dei biglietti dei concerti, voucher come se piovesse, e col cazzo che mi ridanno i soldi della piscina dei gemelli, voucher come se piovesse, e i social che prima erano il demonio oggi sono la salvezza, le canzoni cantate dai balconi, “lasciatemi cantare, con la chitarra in mano”, “una mattina mi son svegliato”, “fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta”, e i vicini che manco salutavamo che ci offrono il caffè dal balcone, io non ho vicini al mio stesso piano, niente caffè per me, e tutti a fare vita sociale dalle finestre, e le piccole riaperture, e i concerti in streaming, Iorestoacasa come hashtag fa proprio cagare, figuriamoci Iosuonacasa, e fermiamo la musica, il bavaglio sulla bocca per il primo maggio, e i concerti solo di fronte a duecento persone al chiuso e mille all’aperto, e Assomusica che dice niente tour per il 2020, e i piccoli che si incazzano, la musica non si può fermare, non si può fermare un sogno, e Conte che diventa afasico, Dj Fofo che si scazza con Di Matteo, Renzi che salva Dj Fofo, e Silvia Romano che arriva, e i quattro milioni, non potevano darli agli italiani, e i seicentomila negri della Bellanova, ne usciremo tutti migliori, Houellebecq non era migliore manco prima, siamo tutti delle merde, siamo peggio di prima, il distanziamento sociale, stanno testando il vaccino, chi è no vax cosa farà?, la plasmoterapia, Dr House lo diceva già quindici anni fa, l’Amuchina che non si trova, lavarsi le mani come dice la D’Urso, Bocelli ha preso il Coronavirus e dopo che ha fatto il tampone si è tuffato nella sua piscina, ai medici non hanno fatto il tampone, sempre gli stessi ospiti nei programmi, ridateci il canone, Contagion aveva previsto tutto, come è possibile che nessuno ci abbia ancora capito un cazzo?, e Wuhan è solo una città, e la provincia di Wuhan ha gli stessi abitanti dell’Italia, e la Svezia ha il tasso di morti procapite più alta al mondo, altroché niente lock down, maledetti svedesi, e la Lombardia ha gli stessi abitanti della Svezia e quattro volte tanti i morti della Svezia, e il lock down sì e il lock down no, l’hashtaga MilanoNonSiFerma, e Gori che dice andate tutti a fare shopping mentre a Bergamo scoppia un focolaio che procurerà migliaia di morti, e Fontana che dorme sonni tranquilli, e De Luca che fa lo sceriffo sul web e convince anche Naomi Campbell, e Sala che diventa sceriffo, i navigli li chiudo, via Nino Bixio la chiudo, a Milano si deve la-vo-ra-re, non per vezzo, la-vo-ra-re, e le bimbe di Conte e le bimbe di Sala, e Sala che dice che commissariare Fontana sarebbe un errore, e le bimbe di Sala che per qualche ora la smettono di rompere il cazzo, e la movida è una merda, e viva la movida, i ragazzi non sono praticamente morti di Covid19, e allora smettiamola di vaccinare i bambini per malattie che semmai ucciderebbero i più fragili, e, cazzo, è vero, allora abbasso la movida, e la sindrome della tana, e è tutto un complotto, Bill Gates, il 5 G, i vaccini, l’autismo, i microchip sottopelle, Orwell e Huxley, sono riuscito a non citare Salvini e la Meloni, figa, ci vogliono tenere in casa, i diritti ridotti a zero, i costituenti, i costituzionalisti, la costituzione violata, il ducetto di Foggia, il Brian Ferry di Foggia, Casalino che decide l’agenda del governo, Dio santo, Casalino, Mattarella che sta zitto, muto come sempre, i suicidi, i suicidi che ci tengono nascosti, i femminicidi, pensa a stare chiuso in casa col tuo aguzzino, se vai in farmacia e dici voglio la mascherina con un certo numero a seguito capiscono che sei vittima di violenza, i malati di mente lasciati in casa, Conte non cita mai i disabili, Conte non cita neanche i tornitori, non vi sta mai bene niente, tu cosa proponi?, e Junior Cally?, lui portava quella cazzo di mascherina e se l’è tolta proprio quando serviva, e Miss Keta?, lei la porta ancora, ma è scomparsa nel nulla, il papa in piazza san Pietro deserta, l’urbi et orbi che diventa una scena extra di The New Pope di Sorrentino, Sorrentino suca forte, Mattarella che non si fa la barba, Giovanni, Mattarella da solo all’altare della patria, ma non era solo, è solo Photoshop, Sala che si fa la foto sul tetto del Duomo, le Frecce Tricolori su un cielo Photoshoppato, Sala che non ne azzecca una neanche a volerlo, i complotti, sempre quelli, le mascherine non servono, le mascherine sono fondamentali, le distanze di almeno due metri, Confindustria che non vuole chiudere nulla, le distanze ridotte a un metro, da oggi sono cazzi vostri, liberi tutti, gli imbuti di Norimberga della Azzolina, il processo di Norimberga di Fontana, i cinema chiusi, i concerti annullati, Paul McCartney pensaci tu, la trap è morta, l’indie è morto, i vecchi cantautori cantati sui balconi, Amadeus che farà il prossimo Sanremo, il prossimo Sanremo che chissà quando si farà, gli spot tutti uguali, i nostri eroi, io resto a casa, tu resti a casa, il Pirellone che dice io resto a casa, Fiorello che dice io resto a casa, avessimo noi la casa di Fiorello, resto a casa grazie al cazzo, chi a casa non ci è potuto rimanere, le fabbriche aperte, la gente che muore in casa, le RSA veri e proprie fucine di virus, i tamponi, i test sierologici, li passa la Asl, non li passa nessuno, e Borrelli che parla alle 18, il bonus baby sitter, il congedo parentale, e Arcuri e le mascherine a cinquanta centesimi, se lei saprebbe fare meglio ne terrò conto la prossima volta, e Sala che dice di passare l’estate all’Idroscalo, e i Lombardi che possono andare solo in Molise, e la patente sanitaria, la patente di immunità, la App Immuni che nessuno vuole scaricare, e ma avete tutti già dato i dati a Facebook e Amazon, la App Immuni che neanche è pronta, si fotta la App Immuni, Sala che dice non andate in vacanza in Sardegna e Sicilia, Sla che dice “me ne ricorderò”, sottintendendo ingrate merde, e il funerale dei Rom a Campobasso, la ricrescita, le strisce depilatorie, rileggetevi i Promessi sposti, capre, il parroco che non vuole dire la messa solo su Facebook, le messe su Facebook, la chiesa dovrebbe fare di più, la chiesa ha donato quattordici milioni, e il virus del buco del culo di Sgarbi, e gli scienziati che non ne beccano una chiedendo alla gente comune di affidarsi a loro, come fossero religione, e l’ospedale della Fiera di Rho, i ventuno milioni buttati nel cesso, i venti pazienti, Bertolaso chiamato anche nelle Marche, gli scazzi tra Ceriscioli e Conte, Ceriscioli che diventa Che Riscioli, Bertolaso ha il Covid19, la mascherina messa a cazzo da Fontana, la mascherina messa a cazzo da Toti, Zaia sì che ne capisce, lui si è affidato a Crisanti, e Crisanti che manda a cagare Zaia, e il porno è fermo, le escort sono ferme, i divorzi in aumento, i figli che arriveranno tra nove mesi, la vita in casa, fortuna i social, il distanziamento digitale, i GIGA che finiscono, i flash mob, i flash mob hanno rotto il cazzo, il lievito che manca, le uova che mancano, la farina che manca, i prezzi che aumentano, tutti a fare la pizza e il pane, la spesa una volta la settimana, da soli, a distanza di sicurezza, i negozi di vestiti dovranno sanificare, tutti dovranno sanificare, le scuole sempre chiuse, sempre e comunque chiuse, i bambini non esistono, le aree giochi dei parchi chiusi, dei bambini non si sa niente, poveri Cristi, Boccia e Speranza non sono di sinistra, Boccia e Speranza non esistono, Bob Dylan tira fuori un singolo di diciassette minuti e finisce per la prima volta in vetta a Billboard, Neil Young fa le sue sessioni live dal suo ranch, la trap è morta, la trap era morta da prima, i capelli che crescono, capelli lunghi o rasati a zero, sanificare tutto, a spese proprie, le chiese le sanificano i soldati, perché le chiese aperte e le palestre chiuse, e di colpo tutti runner, poi finisce il lock down e non corre nessuno, i cani non devono più pisciare, e Mentana che sbrocca con Conte, e Mentana che sbrocca con Ricciardi, e il commissariamento della Lombardia, e nessun commissaria nessuno, nessuno parla più di Wuhan, il modello svedese, il modello coreano, il modello calabrese di Jole Santelli, i pipistrelli in vendita al mercato di Wuhan, il caldo ucciderà il virus, i cadaveri bruciati in strada in Equador, l’indice di contagio, l’RT, l’R0, le gaffe di Gallera, Sala che canta Bella ciao con Saturnino, Sala che prega la Madonnina, YesMilano, i quotidiani piratati su Telegram, i dati INPS sputtanati dagli hacker, Pornhub che si offre di aiutare l’INPS, riapriamo tutto, riapriamo i parrucchieri, riapriamo i ristoranti, non ci va nessuno al ristorante, non si fida nessuno, e le estetiste?, i 100 euro per chi è andato a lavorare, la Cassa integrazione che non arriva, la burocrazia, i 600 euro per le partite IVA, il mondo dello spettacolo figlio di un Dio minore, la Capua in collegamento dalla Florida, la professoressa Capua che dice che tocca ripartire dalle donne, la task force composta da soli uomini, i medici arrivati da Cuba, i malati curati in Germani, i medici albanesi multati, le raccolte fondi, dov’è Gino Strada quando serve?, i migranti non prendono il Coronavirus, i tossici non prendono il Coronavirus, l’Europa ci ha abbandonato, i 600 euro sono arrivati a tutti, i 600 euro non arrivano, le banche non danno i prestiti a fondo perduto, il plexiglas ovunque, i divisori in plexiglas, i casotti in plexiglas, il caffè in bicchierini di carta, da asporto non d’asporto, si torna al mare, ma non pisciate in acqua, se no si forma un alone rosa, gli sceriffi, il senso civico, l’Austria non vuole, l’Olanda non vuole, la Svezia non vuole, la Danimarca non vuole, c’è del marcio in Danimarca, cinesi in giro non se ne sono visti più, loro usavano le mascherine anche prima, ci hanno mentito, maledetti cinesi, il Mes, che cazzo è il Mes?, Cristiano Ronaldo ha aperto i suoi alberghi ai malati, le bufale, le fake news, l’albergo requisito per i malati Covid19 in centro a Milano vuoto, cinquantacinque miliardi di aiuti, la potenza di fuoco, l’afasia di Conte, la gigitalizzazione, il decreto di aprile che esce a metà maggio, Gualtieri che suona una versione bossanova di Bella ciao, le lacrime della Bellanova, i capelli della Botteri, il culo della Hunziker, le tre T tracciamento, test e tamponi, perché far morire Nairobi?, lo streaming che va a puttane, la SIAE che chiede jingle gratuiti e manda pacchi di pasta, il Nuovo IMAIE che manda soldi, l’atto d’amore delle banche, le banche che ce lo mettono nel culo, le chiacchiere e i distintivi, il picco di marzo, il picco di aprile, i morti sono persone non sono numeri, le centinaia di morti tutti i giorni, le persone che diventano numeri, oggi sono morte solo cinquecento persone, oggi sono duecento, era già tutto previsto, Paolo Fox fatti trovare, rileggetevi Cecità, capre, il Pio Albergo Trivulzio, la fila dei camion dell’esercito che porta via le casse da morto da Bergamo, il suono delle ambulanze, i delfini nel porto di Cagliari, le meduse nell’acqua celeste della laguna di Venezia, i picchi e gli scoiattoli a Milano, il silenzio assordante, l’aria pulita, poi riprende tutto, ritornano i rumori, ritorna lo smog, scompaiono gli animali, la natura ci sta dicendo qualcosa, la natura ci sta lanciando un messaggio, noi facciamo parte della natura, e i trentaduemila morti, i contagiati saranno almeno cinquanta volte quelli riscontrati, e i tamponi che non si fanno, e i test che non si fanno, i medici di base sono stati i più a rischio, e i malati lasciati soli in casa, e Sepulveda che è morto, e Zagor che è morto, e Pietro, il mio amico Pietro che è uscito dopo due mesi da terapia intensiva, nessuno è morto di Coronavirus, sono morti col Coronavirus, solo gli anziani, solo i malati, moriremo tutti, i nostri eroi, ci state portando il virus a casa, le code fuori dai supermercati, le App dell’Esselunga, Amazon che sbaglia le consegne, Ok boomer, i postini che non portano più le raccomandate, i 25 aprile rimane una festa divisiva, il primo maggio non è la festa dei lavoratori se non ci lasciate lavorare, riapriamo tutto, subito, liberi tutti, si riammalano tutti, e ve l’avevo detto, e non fate i gufi, se siete sfigati mica è colpa nostra, l’Hikikomori, le capanne, i giovani non si ammalano, i bambini non si ammalano, le scuole restano chiuse, Azzolina dimettiti, la didattica a distanza che ci tiene in ostaggio, le video lezioni, i compiti, i video, le passeggiate che si possono riprendere a fare, e chi ha tempo di fare le passeggiate con i compiti da fare, e passate le vacanze in Italia, e il bonus vacanze che però vale solo se sei sotto una certa soglia di reddito e non vale sui siti per prenotare le vacanze, e i cinquantacinque milioni destinati a cultura, spettacolo e turismo, e il bonus monopattino, le piste ciclabili da Sesto San Giovanni al Duomo di Milano, e i mezzi pubblici contingentati, i segni dove mettere i piedi, dieci persone a carrozza della metropolitana, e tutti che prendono la macchina, la mascherina anche se uno è solo in auto, e l’Area C e l’Area C sospese, la decrescita felice, la decrescita infelice, nessuno rimarrà indietro, vietati i licenziamenti, lo Stato ci ha abbandonato, i ristorati multati davanti all’Arco della Pace, un uomo solo al comando, ci vorrebbe Vin Diesel, e Montagnier è un premio Nobel, e Montagnier dice che il virus è nato in un laboratorio di Wuhan, e Montagnier si è rincoglionito lo ha detto Cecchi Paone da Giletti, e Spotify che perde il 40% degli abbonamenti premium, i compiti sono troppi, la scuola non è un parcheggio, i compiti sono troppo pochi, il corpo insegnanti non ha mai avuto voglia di fare un cazzo, la didattica a distanza è una merda, la didattica a distanza è una merda, la didattica a distanza è una merda, e il calcio che non si gioca più, e il campionato sospeso, e tre mesi a parlare di quando riaprirà il campionato, Higuain che è scappato nonostante la quarantena, Higuain che non rientra più, Dybala ancora positivo, l’Inter era tutto positivo, lo ha detto Lukaku, e l’inno per Bergamo di Roby Facchinetti, gli ultras dell’Atalanta che hanno aiutato gli alpini a costruire l’ospedale da campo, date lo scudetto all’Atalanta, lo scudetto lo vuole la Lazio, Lazio merda, Sky che perde abbonati, Sky che non doppia più le serie tv, Sky che ti chiama dicendo che sta per ripartire il campionato, i campi pieni gli spalti vuoti, e di colpo tutti runner, i delatori, le foto pubblicate sui gruppi Facebook, siamo sempre stati un paese di merda, le bandiere italiane fuori dalle finestre, le radio non se le incula più nessuno, Amici perde spettatori, le audizioni su Skype di X Factor, gli ospiti su Skype nei programmi di informazione, Mara Venier che piange perché ha paura per il marito anziano, chissà se durante le dirette Skype gli ospiti sono in ciabatte, durante lo smart working la gente è in mutande, le telecamere chiuse, Zoom, Skype, GoMeet, ClasseViva, la Azzolina sembra la Guzzanti che fa Moana Pozzi, la foto con Fusaro, Meluzzi è vescovo in una religione che i è invetato lui, Bruce Springsteen che non dice nulla, Jackson Browne che si è beccato il Coronavirus, ma ne è uscito, John Prine che si è beccato il Coronavirus, ma è morto, Lisbona de La casa di carta che si è beccata il Coronavirus, le riprese per la quinta serie che partono in ritardo, non arriva più posta, non arrivano più mail di lavoro, se non quelle che annunciano concerti rimandati, dischi che non escono più, dovremmo tutti rapinare le banche, governo ladro, la FCA ex Fiat vuole sei miliardi e mezzo di prestito a fondo perduto dal governo, se ne vada a fanculo la FCA ex Fiat dicono tutti, tranne i giornali della FCA ex Fiat, ora anche Repubblica, diventata un giornale di destra, il Veneto ne è uscito per primo, la Lombardia è la locomotiva d’Italia, lombardi di merda, meridionali col complesso di inferiorità giustificato, lo ha detto Feltri, Feltri merda, Feltri presidente della Repubblica, Facci va in montagna durante il lock down, come cazzo si è fatto i capelli Scanzi, le aziende multinazionali non riaprono gli uffici, manca lo scudo penale, l’Inail è fuori dal mondo, chi prende il Coronavirus è come se avesse avuto un incidente sul lavoro, Instagram perde utenti perché la gente non ha più modo di postare foto dei culi, le dirette su Instagram, i complottisti, gli haters, gli ottimisti, che cazzo avete da essere ottimisti?, i lavoratori della pubblica amministrazione col culo parato, dobbiamo tutti tirare la cinghia tranne loro, il concorso pubblico fatto con le crocette, povere anime non hanno i buoni pasto, e tutte le categorie professionali dimenticate da Conte e da Dio, Conte ha detto che gli italiani hanno risparmi, vogliono fare una patrimoniale, chiamate Draghi a guidarci fuori dal guado, il Coronavirus esiste da anni, si chiama Covid19 perché è la versione del Coronavirus del 2019, fra un po’ ne arriva un’altra, il meteorite, le cavallette, le vespe giganti, la pioggia di rane come in Magnolia di Wes Anderson, l’ex di Anderson è Fiona Apple, Fiona Apple è tornata con un album bomba, anche Lady Gaga, nessuno pubblica più dischi, la musica è morta, la Lega ha l’assessorato ai Beni Culturali in Sicilia, e i marò?, le tasse sospese, gli operatori telefonici che promettono tagli sulle bollette e GIGA regalati a tutti ma poi cambiano idea, la benzina al minimo storico, un barile di petrolio costa meno dell’acqua, chi cazzo va a fare benzina finché non può prendere la macchina, le autocertificazioni, le decine di autocertificazioni diverse, i codici Ateco, #Forzamilano, ce lo hanno già forzato da un pezzo, dagli all’Untore, Manzoni aveva già detto tutto, Saramago aveva già detto tutto, L’ombra dello scorpione di Stephen King aveva già detto tutto, l’ultimo di Tarantino è una delusione, Gianna Nannini che suona da Terrazza Martini per il Primo Maggio, le ronde, gli assistenti civici alla sicurezza, chiamate i vigili, si fottano i vigili, le multe, quattromila euro a chi va in giro, la quarantena, ma non doeva durare quaranta giorni?, Chiambretti ha preso il Covid19, siamo tutti virologi, siamo tutti scienziati, la virologia non è una branca della medicina, gli unici che ne capiscono sono gli statistici, Vespignani dice che moriremo tutti, fanculo gli statistici, si riapre tutto, da oggi in poi siate responsabili, da oggi in poi sono cazzi vostri, commissariate la Lombardia, Fontana dorme sonni tranquilli, Gallera semplifica a cazzo evidenze scientifiche, Sala non può indossare i suoi calzini arcobaleno, i cantieri aperti della MM5, i ciottoli messi in via Benedetto Angelico, Milano non si ferma, si è fermato tutto, chiedo scusa, il permesso di usare le auto anche per accompagnare i congiunti al lavoro, non servono più le autocertificazioni, gli spostamenti tra le regioni, gli spostamenti dentro le regioni, dal 3 giugno riapre tutta l’Unione Europea, scusate, ma io non posso andare a trovare i miei in Ancona ma potrei andare a Berlino?, i tedeschi non ci vogliono, i francesi hanno riaperto le scuole e si sono infettati tutti, i francesi non ci vogliono, noi italiani ci sappiamo rialzare sempre, noi italiani ci sapremo rialzare, tutti ci invidiano il modello Italia, tutti vogliono copiarci, siamo in cima alle classifiche di chi ha gestito peggio la pandemia, siamo lo zimbello d’Europa, ride bene chi ride per ultimo, Bolsonaro suca, Trump suca, Boris Johnson ha detto “preparatevi a perdere i vostri cari”, Boris Johnson ha preso il Coronavirus, Boris Johnson suca, non è vero che ha detto quella frase, Boris Johnson è guarito, i morti sono morti, non sono numeri, i numeri sono numeri, toccherebbe saperli leggere, i droni che ti pedinano, i piliziotti che ti urlano stronzo, i vigili che arrivano a multare il tipo sulle spiagge, 4000 euro di multa, 400 euro di multa, le task force, i quattrocento esperti delle task force, solo uomini nelle task force, Colao vuole fare le scarpe a Conte, Renzi vuole fare le scarpe a Renzi, i nostri diritti negati oggetto di attenzione da parte dell’ONU, non si può tenere una nazione al palo per tre mesi, dobbiamo ripartire, si riparte, la movida, i Navigli, gli spritz, i numeri non salgono, i numeri salgono, il saluto coi gomiti, chi mi saluta coi gomiti lo colpisco ai denti, giuro, gli sceriffi, richiudiamo tutto, riapriamo tutto, liberi tutti, nessuno sa più cosa sia la libertà, a certa gente non serviva altro per rimanere chiusa in casa, la pigrizia, la paura, la responsabilità, fatelo per gli anziani, i vecchi sono i primi a fottersene, i vecchi sono tutti in giro senza mascherine, gli assembramenti di ragazzi, si dice assembramenti non assemblamenti, ci vuole senso civico, il sentimento anti-Lombardia, i milanesi sono sempre stati sul cazzo, pensa se succedeva al sud, De Luca presidente, il Sarno pieno di sversamenti, parcheggiamo in doppia fila, se tutti pagassero le tasse, le tasse sono slittate di qualche mese, e l’INPS che non paga le cassa integrazione in deroga, e duecentocinquantamila hanno sbagliato a scrivere l’IBAN nella domanda per il bonus Partite Iva, e il lievito madre, i termoscanner, si cura con l’aglio, la vitamina C, il medicinale che in Giappone ha salvato tutti ma ci tengono segreto, Meluzzi, e allora Bibbiano, e le lezioni di yoga su Youtube,le scuole non riaprono, le scuole non riapriranno neanche a settembre, la resilienza, si fotta la resilienza e mantenere le vecchie abitudini, e siamo tutti vicini ma distanti, uniti ma lontani, ne usciremo migliori, chissà quando ne usciremo, chissà se ne usciremo, dobbiamo ridare un ordine alle priorità, potete tornare a lavorare, siete liberi, produci, consuma, crepa, l’Austria non apre i confini, maledetti austriaci, siamo tutti sulla barca, no, siamo tutti sotto la stessa tempesta, Fontana sotto scorta, la Azzolina sotto scorta, la Bellanova sotto scorta, Silvia Romano sotto scorta, gli assembramenti sotto casa di Silvia Romano, Mentana che dà la notizia che non ha dato la notizia, i congiunti, gli affetti stabili, no party familiari, distanziamento sociale anche in casa, ma perché se dichiaravi diecimila euro l’anno ora dici che hai perso già ventimila euro?, e le risate, e l’emozione, e la malinconia, ci mancano gli amici, ci mancano i parenti lontani, questa estate al mare ci andranno solo i ricchi, le spiagge piene di Mondello, in Ancona non si può neanche passeggiare al mare, dovrebbero chiudere anche le vie del centro, liberi tutti, tutti contro tutti, ne usciremo migliori, non ne usciremo migliori, non ne usciremo e basta, la prima pagina con l’elenco delle vittime del New York Times, l’uomo ha distrutto i dinosauri, Formigli e i video rubati nelle terapie intensive, quei corpi intubati a pancia in giù, nessuno è davvero morto di Covid19, vecchi di merda, cinesi di merda, svedesi di merda, culona inchiavabile, Macron e la sua amichetta Merkel, ‘sta roba sembra tipo Blob, io una volta ho visto Enrico Ghezzi a Roma, mangiava con un bambino nel marsupio in un tavolo all’aperto da Cacio e Pepe, io ero con Piotta, Ghezzi dal vivo non parla fuori sincrono, tutti ci copiano, tutti ci schifano, abbiamo la stragrande maggioranza delle opere d’arte al mondo, Venezia dopo l’alta marea questo non ci voleva, Firenze senza gente è pure più bella, la scalinata di Trinità dei Monti, piazza Duomo deserta, la gente che si mena alla movida, chiudete tutto, lasciateci divertire, i nostri figli ce la faranno pagare, lasciatemi cantare con la chitarra in mano, gli applausi dai balconi, gli applausi dai balconi, gli applausi dai balconi, e il cielo è sempre più blu, e andrà tutto bene, andrà tutto, non andrà proprio un cazzo.

Centoun giorni fa ho iniziato a scrivere questo diario, ho cioè iniziato a scrivere questo diario quando il fatto che il Coronavirus non fosse l’ennesimo semplice argomento del giorno, ma qualcosa di serio, serissimo, di grave. Non avrei mai immaginato ci avrebbe tenuto reclusi in casa così a lungo. Non saprei dire neanche quanto a lungo ci terrà in casa, perché al momento, centounesimo giorno di questa clausura, centounesimo e ultimo capitolo di questo diario del contagio, non è ben chiaro se la faccenda è archiviata, se lascerà strascichi e in caso di che tipo e, soprattutto, se presenterà altri periodi di clausura, più o meno imposto o autoimposti.

Centoun giorni fa ho iniziato a scrivere questo diario, tra poche righe scriverò la parola fine.

Centoun giorni, centoun capitoli, duemilioniducentocinquantimila battute e oltre.

Ora sono a bordo di una moto, bendato, come il Billy Idol del video di Prodigal Blues, un ponte crollato che mi aspetta a qualche centinaia di metri, la possibilità di fermarsi a pochi centimetri dal precipizio, il labbro inarcato in un ghigno, yeah.

Ieri ho compiuto cinquantuno anni.

A chiunque mi abbia detto “cento di questi giorni” ho risposto, serafico, “ma vai a cagare”.

Gli auguri, invece, me li sono presi tutti.

Tanti auguri a me, tanti auguri a noi, ne abbiamo sicuramente bisogno.

Fine.

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