Dalla SpaceX gli astronauti ascoltavano Back In Black degli AC/DC durante il lancio

Alla NASA piace il rock: gli astronauti della SpaceX hanno raggiunto la stazione spaziale ascoltando Back In Black degli AC/DC

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Arriva dalla CNN la notizia che dipinge di adrenalina il nuovo viaggio verso l’infinito: durante il lancio della SpaceX gli astronauti ascoltavano Back In Black degli AC/DC, un pezzo monumentale e inciso con l’oro negli annali del rock.

Un viaggio fatto di chitarre distorte e vigore, quello di Bob Behnken e Doug Hurley che dal Kennedy Space Center hanno raggiunto la ISS, la stazione spaziale internazionale nella mattinata di domenica 31 maggio.

A dare la notizia della colonna sonora della missione è stato il giornalista John Berman della CNN e secondo Space.com – portale d’informazione sulle missioni spaziali – prima del lancio i due astronauti si sono risvegliati con i Black Sabbath, più precisamente con il brano Planet Caravan contenuto nel disco Paranoid.

È risaputo, infatti, che la NASA è sempre presente anche per curare l’aspetto della musica da trasmettere durante il lancio di una navicella: agli astronauti, infatti, viene concesso di scegliere con quale musica accompagnare la loro missione, una scelta che secondo gli esperti aiuta la gestione dell’ansia e il controllo dell’umore per tutta la missione.

La missione dello SpaceX è un primato in quanto per la prima volta il trasporto degli astronauti dalla Terra all’ISS avviene tramite una compagnia privata. SpaceX è una compagnia di Elon Musk.

Ancora, Elon Musk lancerà una nuova capsula il 30 agosto. Il rock, a quanto pare, è la musica più adatta alle missioni importanti dell’uomo: era l’ottobre 2019, per esempio, quando i miliziani curdi entrarono in battaglia ascoltando Down Rodeo dei Rage Against The Machine ottenendo l’approvazione di Brad Wilk.

Per darsi la carica, dunque, gli astronauti ascoltavano Back In Black degli AC/DC mentre dall’interno della loro capsula venivano lanciati verso l’ISS: non è un caso, forse, se esiste lo space rock come fusione tra le chitarre distorte e i riverberi che prendono ispirazione dallo spazio.

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