Emis Killa contro Brumotti e i suoi servizi: “Non risolve niente, il suo è solo cinema”

Secondo Emis Killa i servizi di Brumotti sullo spaccio non risolvono il problema, fanno solo scena

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Parole schiette quelle pronunciate dal rapper Emis Killa contro Brumotti durante un suo intervento in collegamento telefonico con La Zanzara, il format radiofonico condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo su Radio 24.

I due conduttori lo hanno interpellato, in primo luogo, per commentare lo shi**torm piovutogli addosso dopo la sua frase in cui sfidava, per così dire, le femministe a seguito di un’affermazione sui peli delle donne.

In seguito la conversazione si è spostata sull’aggressione dell’inviato di Striscia La Notizia Vittorio Brumotti, che in uno dei suoi servizi contro lo spaccio di droga a Milano è stato aggredito da due spacciatori che gli hanno fatto perdere i sensi dopo avergli rubato il bastone per la GoPro e la stessa videocamera.

Cruciani ha chiesto un parere ad Emis Killa e quest’ultimo ha ricordato che tra Brumotti e i rapper non corre buon sangue dal momento che molto spesso Striscia La Notizia prende di mira i suoi colleghi dando loro dei drogati con una certa facilità.

In più, dice il rapper, Brumotti è solito postare meme contro i suoi colleghi sulla pagina Instagram quindi è particolarmente avvezzo alla provocazione. “A volte se le va a cercare”, esordisce Emis Killa.

Tuttavia, Emis Killa fa presente che quello di Brumotti non può definirsi un lavoro – David Parenzo dice l’opposto per tutta l’intervista – in quanto gli interventi contro gli spacciatori sono competenza delle forze dell’ordine: “Quando vai lì con le telecamere a provocare che reazione ti aspetti? Che si costituiscano? Nel migliore dei casi se ne vanno, nel peggiore ti menano.

Cruciani a quel punto sottolinea che il servizio di Brumotti senza le botte date a Brumotti non esisterebbe, perché ogni servizio dell’inviato di Striscia La Notizia si conclude con la reazione violenta degli spacciatori.

Il discorsi di Emis Killa contro Brumotti, dunque, vuol sottolineare l’inutilità dei servizi che servono soltanto a creare una scena che non risolve il problema.

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