Atalanta e Brescia, Milan ed Inter, Juve e Toro in campo neutro.Prossima sfida Serie A al Coronavirus

Nonostante i dubbi del Ministro Spadafora e le resistenze di Tommasi, la Serie A potrà ripartire. Ma se la pandemia non retrocede in Lombardia e Piemonte bisognerà imporre il campo neutro ai club di quelle regioni

24 Maggio 2020 di


Serie A, San Siro

Continua la battaglia della Serie A contro il Coronavirus. Ogni settimana è un piccolo, sebbene faticoso, passo in avanti verso la ripresa del campionato. Nei prossimi giorni le squadre potranno ricominciare ad allenarsi in vista delle partite la cui data di ripartenza, almeno per la Serie A, potrebbe esser annunciato il prossimo 28 maggio.

Con molta fatica la Serie A sta superando le iniziali divisioni tra i presidenti, le critiche di una parte della tifoseria, gli ostacoli ideologici frapposti dal Ministro Spadafora ed i tentennamenti del rappresentante degli atleti Tommasi che, ad oggi, pare quello meno intenzionato di tutti scendere in campo.

Sono state riconsiderate le regole inerenti la responsabilità dei medici sportivi, si sta rivedendo il protocollo in caso di positività che la Serie A sta mutuando da quello adottato con successo in Bundesliga, si è persino pensato – ed è la prima volta – al piano B qualora non si potessero disputare tutti i match ancora in programma: scudetto, posti UEFA, retrocessioni sarebbero decretati di play-off e dai play-out.

Ma a partire dal 3 giugno, quando sarà nuovamente possibile la mobilità tra regioni , si aggiungerà un altro problema cruciale. L’orientamento del Governo e delle Regioni sembra chiaro: si agli spostamenti interregionali ma solo tra regioni nelle quali la pandemia è scomparsa o ridotta ai minimi termini.

Se tale criterio sarà adottato la Serie A sarebbe chiamata a risolvere il gigantesco problema delle tre squadre lombarde e, forse, delle due piemontesi. In sostanza se la diffusione del Coronavirus non muta Inter e Milan, Atalanta e Brescia, Juve e Toro potrebbero esser costrette a giocare in campo neutro il finale di stagione.

Le gare di queste formazioni sarebbero disputate in impianti, ovviamente a porte chiuse come per tutti gli altri club, in regioni dell’Italia Centro Meridionale dove l’epidemia è sotto controllo.

E’ un’ipotesi che rende nuvoloso l’orizzonte della Serie A. Una scelta dolorosa ma necessaria per scongiurare il rischio che i team di Serie A possano viaggiando da/ per Lombardia e Piemonte diventare inconsapevoli untori

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