Snowpiercer su Netflix trasforma il film di Bong Joon-ho in una detective story (recensione)

La recensione in anteprima di Snowpiercer su Netflix, la serie tratta dall'omonimo film di Bong Joon-ho trasformata in una detective story

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Un treno in movimento perpetuo viaggia intorno alla Terra, portando con sé lotte di classe, ingiustizie e risentimenti. Snowpiercer su Netflix debutta il 25 maggio con i primi due episodi, ma la stampa ha potuto visionare in anteprima fino a metà stagione.

Dimenticate il film omonimo di Bong Joo-ho. La serie tv, che si impone come prequel alla pellicola, a sua volta basata sulla graphic novel, è una versione che si discosta dall’impostazione intrisa di rabbia e risentimento proposta dal regista di Parasite. Anche se inizialmente ci sono molti elementi in comune con il lungometraggio, Snowpiercer su Netflix si muove verso un altro percorso indipendente, sviluppando altre sotto trame che sfociano nel thriller e nella detective story. Se la pellicola di Joo-ho aveva un tono anche umoristico, la versione televisiva abbandona ogni cliché per abbracciare uno stile più serioso.

Le tematiche principali restano quelle legate alle lotte di classe, le ingiustizie e l’emarginazione che ne derivano. Lo Snowpiercer è un microcosmo diviso in tre classi sociali: nella prima ci sono i ricchi benestanti, nella seconda alcuni privilegiati, mentre nella terza e ultima sono ammassati i più poveri e i più deboli. Solo coloro che dimostrano di avere una qualità particolare potranno avere l’opportunità di salire di qualche carrozza.

Protagonisti sono un’impostata Jennifer Connelly nei panni della glaciale Melanie Cavill, passeggera di prima classe nonché onnipresente voce del treno che fa anche le veci di Mr. Wilford, presenza invisibile che è una sorta di Grande Fratello. Melanie, però, nasconde un segreto, che riesce a celare molto bene, e questo è uno dei punti più interessanti della serie. Una donna austera, molto diversa dalla Tilda Swinton del film originale che in qualche modo provocava una sorta di simpatia. Al posto del Curtis di Chris Evans troviamo invece Daveed Diggs nei panni dell’ex detective della omicidi Andre Layton. Un personaggio tosto, proveniente da un contesto difficile (sul treno c’è anche la sua ex, finita in prima classe), che trova nel piccolo Miles (Jaylin Fletcher), un ragazzino a cui si affeziona, il suo punto debole.

A differenza del film originale, in cui la rabbia pervade i passeggeri di terza classe, Snowpiercer è ovviamente una versione più estesa. La narrazione perciò, come prevedibile, impiega un paio di episodi per ingranare e dipanare il mistero principale.

Layton infatti è chiamato a indagare sulla morte di uno dei passeggeri di prima classe; così, attraverso gli occhi del detective, che passa di carrozza in carrozza, scopriamo gli splendidi arredamenti di prima classe tra magnifici acquari, orti botanici e night club lussuriosi. Le indagini lo portano fino agli alti ranghi dello Snowpiercer, permettendo di esplorare una macchinosa società in cui vige la disuguaglianza di ogni genere. La sotto trama legata all’omicidio non è particolarmente attraente, ma è uno stratagemma narrativo per portare Layton ad esplorare l’enorme locomotiva e le dinamiche con gli altri personaggi.

Snowpiercer su Netflix non è il film di Bong Joon-ho né il fumetto originale, ma rimane un buon prodotto di intrattenimento. La produzione è già al lavoro sulla seconda stagione, quindi il cliffhanger finale non lascerà il pubblico troppo in attesa.

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