Il manager dei BTS smentisce collegamenti tra Jungkook e i nuovi casi di Coronavirus in Corea

L'agenzia di management del gruppo si scusa per il comportamento scorretto di uno dei componenti ma smentisce ogni nesso con i nuovi casi di Covid-19

Il manager dei BTS si scusa: Jungkook non ha seguito le regole di distanziamento sociale imposte dal Governo e si è recato in un ristorante e in un bar lo scorso 25 aprile, in compagnia di alcuni amici.

Il locale si trovava nel quartiere di Itaewon, a Seul, in Corea del Sud. Le autorità invitavano caldamente a mantenere le distanze dagli altri individui per combattere la pandemia da Coronavirus; suggerivano di evitare luoghi affollati come bar e ristoranti e di rinunciare agli incontri con gli amici.

I BTS sono oggi una delle realtà musicali più importanti al mondo e negli scorsi mesi sono passati alla storia per aver mantenuto per 5 settimane consecutive la vetta della classifica Billboard Artist 100.

Jungkook è uno dei cantanti del gruppo ed il componente più giovane della band con i suoi 22 anni di età.

Sebbene la Corea, in questo momento, non sia più soggetta a limitazioni e restrizioni per contenere i contagi, all’epoca erano ancora in vigore rigide disposizioni atte a scoraggiare il più possibile i contatti con il mondo esterno, se non indispensabili.

Quello di Jungkook sicuramente non rientrava tra i motivi validi per uscire di casa lo scorso 25 aprile e, puntuali, sono arrivate le scuse del manager dei BTS. Il chiarimento parte dalla necessità di comunicare che i nuovi casi di Coronavirus delle ultime ore non sono in alcun modo collegate all’uscita serale di Jungkook, che tuttavia avrebbe dovuto evitare di esporsi ad ogni rischio.

187 nuovi casi di Coronavirus sono da collegare ai locali notturni del quartiere di Itaewon, ha detto martedì Kwon Jun-Wook, vicedirettore del quartier generale del centro di controllo delle malattie del paese.

Il primo caso accertato fu quello di un uomo di 29 anni che si recò in diversi club di Itaewon tra la notte del 1 maggio e del 2 maggio.

Il management dei BTS smentisce ogni nesso tra Jungkook e i nuovi casi di Covid-19 e chiarisce che il cantante non ha visitato gli stessi luoghi dell’uomo di 29 anni trovato positivo al virus. Inoltre, Jungkook, ha effettuato il tampone ed è risultato negativo.

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