Tommaso Paradiso attacca Salvini e cita Fantozzi: “2 giugno in piazza? Una c***ta pazzesca”

Tommaso Paradiso si scaglia contro Salvini per la manifestazione del 2 giugno: "Spero che venga impedita"

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Tommaso Paradiso attacca Salvini nell’ultimo post pubblicato sui social. A far saltare la mosca al naso all’ex frontman dei Thegiornalisti è stata la decisione del centrodestra – con la Lega di Matteo Salvini in prima linea insieme a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni – di organizzarsi per una grande mobilitazione fissata per il 2 giugno sia per festeggiare la Repubblica sia per protestare contro la fase 2 del governo Conte.

Per Tommaso Paradiso tutto ciò è inammissibile e per questo si lascia andare in un lungo sfogo sui social in cui attacca principalmente Matteo Salvini. Lo fa, il cantautore, non soltanto per il pericolo che potrebbe causare l’assembramento del centrodestra in piazza, ma anche nel ricordare una Lega che prima si affiancava alla parola Nord per creare una divisione tra la Padania e il resto d’Italia e addirittura manifestava un disprezzo ostentato verso il Meridione.

Non mancano i continui riferimenti ai migranti che sono tipici della campagna elettorale e dei trend social delle fazioni di centrodestra

Per questo Tommaso Paradiso scrive di sperare che tutto venga bloccato e proibito, anche se dice di immaginare già un certo vittimismo fatto di slogan del tipo: “Ci hanno impedito di manifestare, questa è una dittatura.

Tommaso Paradiso attacca Salvini su più punti e descrive una possibile manifestazione del centrodestra il 2 giugno con queste parole: Un grande calcio in c**o all’enorme fatica che tutta l’Italia ha fatto per tentare di uscire da una crisi senza precedenti”.

“Pare che il consenso ti stia abbandonando”, aggiunge il cantautore pieno di veleno. Infine, nel post in cui Tommaso Paradiso attacca Salvini troviamo la chiusura che contiene una delle citazioni più celebri del film Il Secondo Tragico Fantozzi che con 4 parole smontò quello che doveva essere un capolavoro del cinema di inizio secolo: “Durante una pandemia una manifestazione di piazza è una ca***a pazzesca.

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A tutto c'è un limite. Va bene disorientare i cittadini alternando slogan come "apriamo tutto/chiudiamo tutto" a seconda del trend. Va bene insultare o abbracciare il Meridione e i meridionali a seconda del trend. Va bene dichiarare in un primo momento che "Padania is not Italy" per poi affermare "Amo l'Italia tutta" a seconda del trend. Va bene disinteressarsi completamente del tema religioso per poi baciare laidamente il Crocifisso a seconda del trend. Va bene travestirsi da medico, carabiniere, poliziotto, pompiere, economista, dandy, agricoltore, sciatore (non li ricordo tutti) a seconda del trend. Va bene articolare messaggi politici solo attraverso lunghi e interminabili quanto vacui elenchi e/o "liste della spesa" con il tentativo di inglobare il maggior numero di categorie, mestieri, professioni, sport, arti a seconda del trend, così che poi il cittadino griderà: "Hey quello sta parlando di me, lui si che mi capisce!". Va bene tirare fuori il tema dei "migranti" a seconda del trend ma soprattutto quando non si hanno più argomenti e il consenso pare ti stia leggermente abbandonando. Va bene, sì, diciamo che va bene tutto. Ma questa cosa della possibile manifestazione del 2 giugno a Roma è di una gravità infinita. Siamo stati in lockdown totale fino al 4 maggio e neanche un mese dopo viene proposta una grande manifestazione di piazza, ovvero un mega assembramento, un grande calcio in culo all'enorme fatica che tutta l'Italia ha fatto per tentare di uscire da una crisi senza precedenti. Ennesima manovra populista per inferocire l'animo già incattivito di tanta gente. Lo spostamento tra regioni tecnicamente sarà consentito dal 3 giugno. Spero che tutto ciò lucidamente venga impedito e scongiurato. E sì, già percepisco nell'aria gli slogan del futuro: "ci hanno impedito di manifestare! Questa è una dittatura!" (e cazzate simili). È già tutto scritto e così scontato. Si predica buon senso ma si propaga disagio, imbarbarimento e confusione. L'Italia può e deve ripartire, possiamo e dobbiamo tornare a lavorare, sì. Anche senza una manifestazione di piazza, perché come avrebbe detto qualcuno… durante una pandemia la manifestazione di piazza È UNA CACATA PAZ

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