Vietate le autopsie Covid-19 secondo il Ministero della Salute: altra bufala sul virus

Prende piede un'altra fake news sul Coronavirus oggi 11 maggio, analizzando più nel dettaglio la circolare del ministero

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Autopsie Covid-19

Sta prendendo piede l’ennesima bufala sul Coronavirus in questi giorni, questa volta in riferimento alle questione autopsie Covid-19 e ad un presunto divieto nel procedere imposto dal Ministero della Salute. A conti fatti, una nuova occasione davvero ghiotta per coloro che portano avanti la teoria del complotto che tende a minimizzare l’emergenza che abbiamo vissuto in queste settimane. Prima di esaminare la fake news in questione, proviamo a contestualizzare al meglio il tutto.

Perché si parla di autopsie Covid-19 vietate?

Il principio dal quale si parte sostenendo che le autopsie Covid-19 siano vietate è lo stesso di sempre. Ci sarebbero presunti poteri oscuri (in questo caso rappresentati dal Ministero della Salute) che vogliono tenerci nascosto qualcosa. Storia che in parte ricorda la vicenda plasmaferesi e tutti i relativi chiarimenti sulla questione che ho portato alla vostra attenzione la scorsa settimana per definire al meglio il tutto. Effettuare esami più approfonditi sul decesso di queste persone, infatti, si ritiene possa far emergere una sorta di verità scomoda. Chiaro il riferimento al fatto che le suddette dipartite non siano dovute in alcun modo al Coronavirus, con tutto quello che ne consegue.

Uno dei capisaldi dei complottisti, infatti, sta nel fatto che la questione Coronavirus sia stata gonfiata ad arte dai manipolatori della nostra società. Fino ad arrivare da un lato ai Media, che danno grande enfasi alle notizie, dall’altro alle multinazionali farmaceutiche. Insomma, si tratterebbe di un progetto “montato”, per costringere tutte le persone a vaccinarsi nei prossimi mesi. Con fatturato alle stelle per tutti i soggetti coinvolti.

Questo dunque il presupposto dal quale si parte anche con la storia di oggi. La teoria portata avanti nelle ultime ore consiste nel fatto che eventuali autopsie Covid-19 rischierebbero di far emergere la verità. Vale a dire che queste persone non siano morte per o con Coronavirus, mandando in frantumi i piani dei colossi che operano in ambito farmaceutico e che al contempo seguono con grande interesse questi sviluppi.

Perché la storia delle autopsie Covid-19 è una bufala

Fatta questa doverosa premessa, è altrettanto importante comprendere perché la storia delle autopsie Covid-19 vietate dal Ministero della Salute rappresenti una bufala. Tutto nasce dalla circolare 15280 dello scorso 2 maggio, facilmente consultabile da tutti questo lunedì. In particolare, a pagina 4 viene menzionata la pratica post decesso per la quale “non si dovrebbe procedere”. Nessun divieto, dunque, ma solo alcune linee guida. Non è un caso che il punto 3 illustri tutte le alternative disponibili per il personale sanitario addetto.

Non è un caso che il punto 8 del documento reciti esattamente quanto vi riporto qui di seguito: “Al termine dell’autopsia o del riscontro diagnostico, la sala settoria deve essere accuratamente lavata con soluzione di ipoclorito di sodio o di fenolo“. Insomma, la stessa circolare tanto discussa concepisce che le autopsie Covid-19 possano essere effettuate, lì dove si ritenga necessario procedere in questa direzione.

Se proprio non si voglia essere tanto netti, potremmo parlare di “disinformazione” e non di “bufala” in merito alle autopsie Covid-19 vietate, in quanto queste sono assolutamente consentite in presenza delle necessarie condizioni di sicurezza per il personale. A questo punto anche la circolare del Ministero della Salute dovrebbe apparire più netta e chiara per i nostri lettori.

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