Processi Mediatici su Netflix, la nuova serie di documentari true crime: quando la notizia è più importante della giustizia

La serie Netflix true crime sul rapporto tra giustizia e mass media: sei casi giudiziari diventati “Processi Mediatici”

52
CONDIVISIONI
netflix.com

La Legge non conta, conta solo saper raccontare una storia”: nel trailer di Processi Mediatici, la nuova serie originale Netflix di genere true crime disponibile sulla piattaforma dall’11 maggio, c’è già l’essenza del tema affrontato da questa antologia di documentari sul rapporto tra la giustizia e la comunicazione mediatica.

Quanto l’opinione pubblica può influenzare l’andamento e l’esito di un procedimento giudiziario? Quanta parte giocano i mezzi d’informazione e comunicazione di massa in una sentenza di innocenza o colpevolezza? Come si costruisce un processo sapendo che sarà “anche” mediatico per la presenza in aula dei mediatori dell’informazione? Questa serie composta da sei documentari non ha l’ambizione di rispondere a queste domande controverse e ormai ataviche, discusse da sociologi, magistrati, avvocati, uomini di legge ed esperti di comunicazione, ma sicuramente quella di indagare il fenomeno attraverso storie di cronaca giudiziaria che sono state particolarmente emblematiche dal punto di vista della copertura mediatica.

Il rapporto tra giustizia e media è talmente complesso e sempre più simbiotico dall’avvento della società dell’informazione e dell’era dei social media che ovviamente Processi Mediatici (Trial by Media, questo è il titolo ufficiale) non pretende di proporre tesi o soluzioni a riguardo. Piuttosto, è un ottimo compendio di casi veri che appassioneranno gli amanti del genere crime e del dramma legale.

Nei sei episodi che compongono la prima stagione, vengono raccontati l’assassinio dell’opinionista di talk show Scott Amedure, i presunti omicidi a danno di ragazzi di colore del cosiddetto “giustiziere del metrò” Bernard Goetz, la sparatorie della polizia con ben 41 colpi contro l’immigrato guineano Amadou Diallo, il processo di frode e riciclaggio di denaro a carico dell’ex amministratore delegato di HealthSouth Richard Scrushy, il drammatico caso di stupro di Cheryl Araujo (vittima anche di un brutale controinterrogatorio in aula trasmesso in diretta dalla CNN) e lo scandalo tangenti che ha travolto l’ex governatore dell’Illinois Rod Blagojevich.

Casi molto diversi risalenti perlopiù agli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, ma che riguardano temi ancora oggi di strettissima attualità per gli Stati Uniti e non solo, dalla corruzione politica alle violenze della polizia contro le minoranze etniche passando per la vittimizzazione secondaria delle donne che hanno subito violenza sessuale, ma più in generale le iniquità e le storture del sistema giudiziario in relazione al suo rapporto con l’informazione.

Questa serie americana ha un tono provocatorio e sensazionalistico che fa il verso a quello stesso approccio mediatico alla giustizia di cui sta esplorando i limiti e le implicazioni nefaste, ma puntando l’obiettivo su crimini e processi molto diversi permette di fornire una varietà di prospettive sull’argomento, sviscerato attraverso le testimonianze di avvocati, giudici, vittime di alcuni dei processi più clamorosi della storia americana.