Oscurato il profilo Facebook De Donno dai poteri forti? Ipotesi complottista

Il Facebook De Donno sarebbe stato volutamente oscurato dai poteri forti contro la plasmasferesi

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Sarebbe stato oscurato il profilo Facebook De Donno, primario di Pneumologia del Poma di Mantova, nonché aperto sostenitore della plasmaferesi (protocollo in via di sperimentazione nell’ambito della cura al Coronavirus tramite la somministrazione di plasma iperimmune ai pazienti positivi, vale a dire del plasma di volontari guariti). Alcuni giorni fa vi parlammo della smentita circa la presunta irruzione dei Nas a Mantova per controllare personalmente l’operato di De Donno in relazione alla cura attraverso la plasmaferesi. Come ammesso dallo pneumologo, le forze speciali non si palesarono in ospedale, limitandosi a fare una semplice telefonata al dottore per la raccolta di informazioni sommarie circa la somministrazione di plasma autoimmune ad una gestante (che sappiamo non rientrare nelle casistiche in cui è prevista la plasmaferesi). La donna era molto grave, ed in via del tutto compassionevole, come anche spiegato dal direttore generale Raffaello Stradoni, si decise col procedere al trattamento, salvando di fatto due vite (la sua e quella del suo bambino).

C’è chi grida al complotto del bavaglio obbligato: ipotesi che non sta in piedi

Il discorso quest’oggi si allarga al fatto che sia stato oscurato il profilo Facebook De Donno (alcuni dicono, i malpensanti, per tappargli la bocca in relazione alla plasmaferesi, così da aumentare gli introiti delle case farmaceutiche ai danni degli ammalati). Come riportato da ‘bufale.net‘, il profilo Facebook De Donno risulterebbe di fatto irraggiungibile, almeno al momento, ma da qui a dire sia stato appositamente oscurato dal social network ce ne passa (per usare un eufemismo). Il diretto interessato non ha rilasciato dichiarazioni a riguardo: potrebbe essere stato lui a sospendere per il momento il proprio profilo, per ragioni che non conosciamo. Un’altra spiegazione deriverebbe eventualmente dalla possibilità che lo pneumologo abbia potuto in qualche modo violare il regolamento del social network.

I poteri forti avrebbero volutamente deciso di tappare la bocca a De Donno, l’ultima assurdità

In ogni caso, la questione del bavaglio forzato alla pratica della plasmaferesi non regge (anche perché ci sono tante altre via affinché si parla in lungo e in largo del protocollo, che ricordiamo viaggiare parallelamente, per salvare vite umane dall’infezione da Coronavirus, rispetto alla realizzazione del vaccino). L’idea sposata dai complottisti, che non aspettavano altro per sguazzare in questa situazione, è molto semplice: il profilo Facebook De Donno sarebbe stato appositamente oscurato dal social network per imbavaglia la plasmaferesi, spianando così alla strada ai ‘poteri forti’, e facendo gli interessi delle case farmaceutiche, in pressing per la realizzazione del vaccino per la cura del Coronavirus (che sappiamo anche essere l’unica strada per buttarsi definitivamente alle spalle la pandemia), seppur a scapito dei pazienti (l’attesa, in assenza di altri trattamenti, sarebbe per loro fatale). Un discorso che non sta in piedi, e che di certo non può basarsi su un solo capo d’accusa, vale a dire l’oscuramento presunto del profilo Facebook De Donno (che potrebbe, per quanto ne sappiamo, anche aver deciso di congelare spontaneamente il proprio spazio per un qualsiasi altro motivo). Aspettiamo che lo pneumologo faccia luce sulla questione, magari con un intervento ufficiale che possa chiarire tutto l’accaduto.

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