Il successo di Into the Night su Netflix conferma il fascino morboso delle tragedie

La prima serie belga fra gli originali Netflix staziona da giorni nella top 10 di molti paesi nel mondo: ecco cosa sapere

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Nelle ultime settimane le piattaforme streaming hanno sfornato comedy a profusione – Upload e Hollywood le più recenti –, eppure è su Into the Night, su Netflix dal primo maggio, che il pubblico internazionale sembra aver fissato la propria attenzione.

Fissa dal debutto nella top 10 di diversi paesi europei, Into the Night è la prima serie belga fra gli originali Netflix. La storia che racconta è quella di un gruppo di passeggeri a bordo di un volo partito da Bruxelles e diretto a Mosca. A mettere in moto l’azione è l’imbarco di un soldato italiano, Terenzio, il quale insieme ai compagni di viaggio riesce a scampare a una tragedia globale scatenata dall’esposizione alla luce solare.

Guidato dal pilota Mathieu e dalla passeggera Sylvie, l’eterogeneo gruppo di passeggeri si lascia alle spalle il resto dell’equipaggio e dei viaggiatori. Dopo un rapido decollo, ciascuno di essi si vede costretto a collaborare per elaborare un piano che permetta di continuare a sfuggire alla luce del sole e, più in generale, sopravvivere pur senza affidarsi a un aereo.

L’intreccio di Into the Night riprende quello di The Old Axolotl, romanzo fantascientifico digitale dell’autore polacco Jacked Dukaj. Considerato un esperimento di lettura (e scrittura) della letteratura elettronica del futuro, l’opera elabora una visione post-apocalittica e cyberpunk della Terra, in cui la vita biologica è spazzata via e rimpiazzata da robot e macchine, perlopiù abitati dalle coscienze digitalizzate degli esseri umani.

Più che alle riflessioni sul significato morale dell’esistenza umana, però, la serie tv Netflix Into the Night sembra interessarsi a come la cooperazione – o la mancanza di essa – possa determinare il successo o il fallimento di un progetto. I passeggeri del volo, infatti, sono espressioni di capacità, occupazioni, religioni, classi e generi diversi. Le loro interazioni mostrano sia come collaborare giovi al buon esito di una missione sia come queste stesse differenze possano creare tensioni dovute a malintesi e pregiudizi.

Ed è proprio questo a tenere insieme l’intera prima stagione di Into the Night su Netflix. Lungi dal raggiungere la complessità di Lost, il drama creato da Jason George pone i suoi personaggi dinanzi a un’unica minaccia – quella del sole e della sua luce – e a un’unica necessità – sopravvivere.

Dalla lotta per la sopravvivenza, tipica di qualsiasi storia apocalittica, scaturisce ciò a cui può portare il meglio e il peggio della collaborazione fra individui diversi. Into the Night osserva così il mutare degli equilibri fra presunti leader e gregari nel gruppo, il continuo rovesciarsi di gesti grandiosi e clamorosi errori, e lasciando spazio alle riflessioni sul potere di una collaborazione democratica.

Into the Night è stata filmata fra l’aeroporto di Skopje, in Macedonia del Nord, e la città di Sofia, in Bulgaria, e conta su un cast internazionale. I principali interpreti sono Laurent Capelluto, Jan Bijvoet, Astrid Whettnall, Babetida Sadjo, Pauline Etienne, Alba Gaia Bellugi, Mehmet Kurtulus, Nabil Mallat, Stefano Cassetti, Vincent Londez, Regina Bikkinina, Ksawery Szlenkier.

Il successo della prima stagione lascia aperta la porta a un eventuale rinnovo da parte di Netflix, vista anche l’abbondanza di materiale narrativo cui la serie potrebbe attingere. Se ci fosse l’ok a una seconda stagione si potrebbe infatti prendere in considerazione l’ipotesi di una realtà robotica e digitale come unica forma di sopravvivenza su una Terra segnata dalla catastrofe.

Ecco il trailer della prima stagione di Into the Night, su Netflix dal primo maggio.

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