Il “J’accuse” di Claudio Trotta: la lucida analisi sul blocco dei concerti

Credo che quello di Claudio Trotta sia un trattato esemplare e che debba essere ascoltato attentamente, parola per parola

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Durante la diretta del Barone Rosso Solo Flight di lunedì 27 aprile avevo previsto di collegarmi con Claudio Trotta per analizzare con lui la faccenda dei concerti.

Quando riprenderanno? Com’è la situazione di musicisti e delle centinaia di migliaia di lavoratori che stanno dietro all’artista che sale sul palco? I biglietti venduti per concerti che sono stati rimandati anche di un anno saranno rimborsati? Queste alcune delle domande che volevo fargli. Perché ho scelto Claudio Trotta? Ho sempre ammirato la sua vera passione per la musica. Nella sua professione ha privilegiato il cuore al portafoglio. Ha organizzato concerti e tour per Bruce Springsteen, Bob Dylan, Kiss, Aerosmith, Monsters of Rock, Peter Gabriel, Cure, Page e Plant, Rage Against The Machine, Queen, etc.

Credevo di dovergli fare delle domande, ma mi sono trovato davanti un fiume in piena con un’enormità di concetti, considerazioni, accuse, dubbi, analisi che hanno toccato vari aspetti, non solo del mondo dello show business. Tanto che io non gli ho fatto nessuna domanda, ma ho assistito attonito per la chiarezza dei concetti e affascinato dalla sua passione nell’esprimerli.

Credo che quello di Claudio Trotta sia un trattato esemplare e che deve essere ascoltato attentamente, parola per parola. Alla fine, ho deciso che lo avrei intitolato “J’Accuse”, come il famoso articolo/lettera che scrisse Emile Zola sullo scandalo Dreyfus. Sì, quello di Trotta è un “J’accuse” che dovrebbero ascoltare anche alcuni artisti per svegliarsi da un torpore di un misto tra ego e soldi e scendere un attimo da un palco che li ha scollegati dalla realtà, complice entourage che li hanno “drogati” di lusinghe e grosse somme di denaro.

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