Non Ho Mai… su Netflix è una rivincita degli esclusi contro i preconcetti su etnie e adolescenza

Dalla penna comica di Mindy Kaling arriva la nuova serie Netflix per e con adolescenti, una scommessa già vinta per nerd e minoranze etniche

[LARA SOLANKI/NETFLIX]

Gli adolescenti sono sempre stati inevitabili punti di riferimento per la serialità televisiva. Che siano il pubblico al quale una produzione si rivolge o i protagonisti della storia da raccontare, le loro esperienze e disavventure, i loro sogni e aspirazioni nutrono un genere da tempo ricco di titoli interessanti e capace di evolversi e rinnovarsi costantemente.

Se in passato la verosimiglianza di teen drama e serie per teenager è stata messa in discussione dalla scelta di attori già adulti, negli ultimi anni questa tendenza sembra almeno in parte smentita. Il merito è senz’altro del boom della serialità in streaming, come anche della lungimiranza di piattaforme e case di produzione disposte a investire su progetti che includessero veri adolescenti.

Uno dei più chiari esempi di questa inversione di tendenza è Non Ho Mai…, su Netflix dal 27 aprile con gli episodi della prima stagione. Creata da Mindy Kaling – che solo i più distratti ricorderanno come la Kelly Kapoor di The Office –, la serie racconta la storia di Devi, una quindicenne indiano-americana di prima generazione alle prese con i tormenti di un’adolescenza da nerd, fatta di successi scolastici e imbarazzi sociali.

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Ed è proprio il concetto di nerd a vedersi ridefinito e ampliato dalla lente coimca di Kaling. I nerd non sono soltanto i timidi e i silenziosi, spiegava in una recente intervista. [Noi nerd] siamo ambiziosi, a volte insopportabili, vogliamo fare sesso e sognare come tutti gli altri. E come se non bastasse, la nerd protagonista di Non Ho Mai… è un’indiano-americana di seconda generazione, interpretata da un’esordiente canadese.

Nelle auduzioni vediamo sempre lo stesso tipo di attori indiani… La nostra serie racconta di una ragazza indiana Tamil, etnia che in genere proviene dal Sud del paese e ha la pelle scura, ha spiegato. Mi sono sentita fortunata ad avere la possibilità di fare una serie su una nerd indiana che fra l’altro ha anche un brutto carattere, è qualcosa con cui ho una forte familiarità. E poi volevamo portare sullo schermo un personaggio che non somigliasse affatto alla principessa Jasmine.

Devi è una ragazza asiatica coraggiosa e sfacciata che cerca il proprio posto nel mondo del liceo, ma anche un equilibrio nelle dinamiche familiari e con gli amici. Cerca di esserci per tutti, anche se a volte non approccia le situazioni nel modo migliore possibile, dice del suo personaggio Maitreyi Ramakrishnan. È la vera e propria eroina di Non Ho Mai… su Netflix. È istintivo fare il tifo per lei e allo stesso tempo aver voglia di dirle “E dai, datti una regolata!”.

Come detto, la giovane interprete di Devi è un’attrice esordiente scelta fra oltre 15.000 candidati. Il suo debutto è ancor più significativo se si considera la portata simbolica del ruolo che interpreta. Portare Devi su Netflix ed esporre la sua storia a una platea potenziale di centinaia di milioni di persone significa fare un enorme passo in avanti nella rappresentazione televisiva di una minoranza etnica pesantemente emarginata.

La condizione di Maitreyi si riflette in quella di Devi e abbraccia l’esperienza di migliaia di giovani. Moltissimi ragazzi e ragazze di colore crescono nel mondo occidentale, anche se le loro famiglie sono originarie di altri luoghi. Per questo ci sentiamo in una terra di mezzo. È successo anche a me. Io sono Tamil, i miei genitori sono nati in Sri Lanka e sono arrivati in Canada quando avevano poco più di vent’anni, spiega.

Io sono nata in Canada e ho vissuto tutto il tempo in Mississauga. Ci si confonde un po’, quindi, quando si cerca di capire chi si è. Spesso ci si sente degli outsider, ma in realtà si è parte della società. Quindi credo sia una storia alla quale molti possono sentirsi vicini, conclude.

A rendere la sua esperienza ancor più speciale è stata la possibilità di collaborare allo sviluppo del personaggio e trovare in Mindy Kaling una mentore capace di compenetrarsi perfettamente nella sua condizione e nel suo stato d’animo. Ciò che Non Ho Mai… su Netflix osserva, in fondo, è una condizione universale, e i temi sui quali si sofferma possono trovare eco nelle vite degli adolescenti a prescindere dalla loro etnia.

Nonostante quello che a molti è parso un avvio lento, Non Ho Mai… su Netflix riesce a bilanciare elementi di novità – il rifiuto degli stereotipi su indiano-americani e classi di teenager – a tratti spesso ascritti alla più tradizionale categoria dei nerd. Lungi dal voler suscitare la pietà degli spettatori, però, Devi è ritratta nel suo essere comunemente imperfetta.

Il suo guscio di outsider al quadrato racchiude i desideri e i sogni più frequenti nell’adolescenza, ai quali si affiancano peculiarità ormai tipiche degli antieroi televisivi. C’è un pizzico di dark humour, la rivendicazione dei propri personalissimi difetti caratteriali, una mini enciclopedia di ruffiani riferimenti pop, le immancabili altalene emotive di questa complessa fase della vita.

Non Ho Mai… su Netflix non sarà forse la più rivoluzionaria delle serie con e per adolescenti, ma il suo mettere un piede nella porta sarà senz’altro significativo per chiunque vorrà continuare a promuovere la rappresentazione di qualsiasi minoranza etnica sugli schermi.

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