Il compleanno di Elisabetta II ci ricorda quanto ci manchi Claire Foy in The Crown

La Regina Elisabetta II compie 94 anni: un'occasione in più per ricordare il volto ricco di dignità e contegno che ne ha saputo tratteggiare Claire Foy nelle prime due stagioni di The Crown

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Il 21 aprile 2020 la Regina Elisabetta II festeggia il suo novantaquattresimo compleanno nel sontuoso isolamento del Castello di Windsor. Perché, sì, proprio come a chiunque sia nato tra marzo e aprile, anche alla sovrana quest’anno tocca rinunciare alle celebrazioni tradizionali. Nello specifico, gli incontri con i membri della famiglia reale, i colpi a salve sparati dai cannoni a Hyde Park, a Windsor Great Park e dalla Torre di Londra, e il cosiddetto Trooping the Colour, ossia la Sfilata della Bandiera.

Tutto molto ragionevole, certo, ma per noi Elisabetta II non è più solo la regina di una terra straniera, ma un fenomeno pop a tutto tondo. E il merito è ovviamente di The Crown, la serie originale Netflix creata e scritta da Peter Morgan e capace di rendere irresistibili i fatti pubblici e privati della famiglia reale britannica e del lungo regno della stessa Elisabetta II.

In piena crisi Coronavirus, con un settore dell’intrattenimento in panne e avvolto dall’incertezza sul futuro di qualsiasi produzione, la quarta stagione di The Crown è quanto di più imprevedibile ci sia per pubblico e addetti ai lavori. Ma la vicinanza ideale, l’affezionamento a individui privati del lusso della normalità, dell’essere uomini e donne qualunque per incarnare figure quasi mitiche, restano e si riaccendono ogniqualvolta i personaggi reali si accostino a quelli fittizi.

E così le prese di posizione della vera Elisabetta II, le circostanze avverse in cui all’occhio pubblico appare un monarca dal copione già scritto, più che una donna in carne e ossa con veri sentimenti, e persino i compleanni, così cerimoniosi a dispetto di qualunque possa essere la sua volontà, tutto questo ci ricorda quanto ci manchi Claire Foy in The Crown.

La sua Elisabetta II è stata la nostra prima, insostituibile regina. E se la stessa Olivia Colman, sovrana ormai adulta, sfibrata e sfiduciata nella terza stagione ha trovato orrendo prendere il posto di Claire Foy, perché dovremmo noi negare che il nostro cuore è ancora con lei? Con la giovane spaesata e disconnessa dai fatti della vita reale, dalle responsabilità di una corona piombatale addosso quando ancora doveva prendere le misure della propria stessa esistenza?

Tutti amano Claire Foy, quindi al momento ho il lavoro peggiore del mondo, ha commentato Olivia Colman nelle prime interviste dopo l’uscita di The Crown 3. All’inizio mi ritrovavo a imitare Claire. Mi dicevo: “Cosa avrebbe fatto al posto mio?”. Succede lo stesso con le opere classiche: c’è sempre qualcuno che già interpretato un certo ruolo.

Il suo stato d’animo è del tutto comprensibile. Quella della Regina Elisabetta II è una figura pubblica celebre nel mondo, e a essa si sovrappone perfettamente l’immagine di una donna dal privato imperscrutabile, in grado di mantenere un riserbo pressoché assoluto in oltre 65 anni di regno. Claire Foy ha saputo traslare in modo commovente l’umanità complessa e mai perfettamente decifrabile di una donna molto giovane, già sposata e con due figli, cui è stato richiesto senza possibilità di appello di ricoprire un ruolo al quale non era chiaramente pronta.

La sua straordinaria interpretazione riesce a scrostare l’immagine di donna e monarca imperturbabile che chiunque attribuirebbe a Elisabetta II basandosi sulle sue limitate apparizioni ufficiali. E non può che andare alla capacità di introspezione, all’umiltà e al potenziale empatico di Claire Foy il merito di aver saputo bucare tale immagine per interpretare un essere umano in una fase di sofferenza profonda per la morte del padre, e di assestamento in un ruolo solo all’apparenza marginale e simbolico.

La nostalgia per Claire Foy in The Crown non ha nulla a che vedere con Olivia Colman, attrice stroardinaria dalla carriera brillante e interprete accattivante ed efficace della stessa regina. Come lei stessa ha ammesso, è difficile prendere il posto – tanto sullo schermo quanto nel cuore del pubblico – di qualcuno di così incredibile nell’esprimere con tanta semplicità e contegno emozioni e sentimenti meramente immaginati sulla base di un’ideale connessione con il personaggio.

Pur ritraendone un’età diversa, a Olivia Colman è toccato in fondo seguire le orme di Claire Foy nell’andare oltre l’apparenza di una persona troppo frettolosamente giudicata fredda e distante. La donna più famosa del mondo resta infatti un essere umano dalla grande tempra, inevitabilmente benedetta e afflitta dalle più comuni gioie e sofferenze della vita, eppure capace di mantenere contorni di perfetta neutralità in ogni occasione pubblica.

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