Ospedale a casa di Conte? Bufala smentita da Palazzo Chigi

Chiarimenti sulla questione dei rifornimenti della Presidenza del Consiglio

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In questi giorni la notizia dell’ospedale a casa di Conte ha tenuto banco. In particolare a lanciare l’inchiesta è stato il quotidiano Il Tempo attraverso una serie di articoli usciti nelle giornate del 12, 14 e 15 aprile, dunque in questa settimana. Il reportage ha riguardato l’approvvigionamento (ritenuto inusuale) di strumenti, attrezzature e dispositivi sanitari della Presidenza del Consiglio. Sulla questione è ora intervenuto Palazzo Chigi e la stessa Presidenza del Consiglio con una nota chiarificatrice pubblicata anche su Facebook.

La prima cosa che la nota di Palazzo Chigi precisa è che tutti i documenti relativi all’abpprovvigionamento della Presidenza del Consiglio sono presenti nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito web del Governo. Gli acquisti sono avvenuti attraverso il mercato elettronico della PA (MePA) e per l’esigenza di porre in essere misure di sorveglianza e sicurezza sanitaria, di tutela e primo soccorso per i circa 3000 dipendenti presenti negli uffici e nei dipartimenti della Presidenza.

Secondo la nota ufficiale, il presunto ospedale a casa di Conte non ha relazione diretta con l’emergenza Covid-19 che stiamo vivendo e questo per un motivo ben preciso: il presidio sanitario dislocato a via della Mercede oggetto delle contestazioni non è nuovo ma opera dal 1994 a servizio dei dipendenti di 15 sedi diverse. Proprio il centro viene rifornito ciclicamente di defibrillatori, bombole di ossigeno, camici monouso e altro ancora.

A contestare la notizia sulla creazione del fantomatico ospedale a casa di Conte giunge l’analisi delle date relative alla determina di approvvigionamento del materiale sanitario. La procedura in se, nella sua prima fase, è partita lo scorso 14 novembre, quindi in un momento decisamente lontano dall’emergenza Covid-19 ce stiamo vivendo. Solo la consegna della fornitura è avvenuta più recentemente, ossia il 25 febbraio per le bombole di ossigeno e il 20 marzo per per i defibrillatori.

L’ospedale in casa di Conte, secondo quanto riportato da Il Tempo, si era rifornito pure di mascherine del tip FFP3 ma l’avvio della procedura di acquisto delle stesse risale solo al 3 marzo con dispositivi di protezione ancora non consegnati. Gli acquisiti andati in porto per il momento sono stati quelli relativi a 250 litri di gel igienizzante, di 310 confezioni di guanti monouso e 11.600 mascherine chirurgiche. Tutti questi materiali sono attualmente in uso da parte dei circa 3000 dipendenti degli uffici centrali e dislocati della Presidenza del Consiglio.




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