Niente da fare per le nuove emoji WhatsApp, Telegram e Facebook 2021: stop Coronavirus

Cosa cambia in queste settimane per quanto concerne lo sviluppo della nuove faccine per le app di messaggistica

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emoji WhatsApp

Si torna a parlare in questi giorni di emoji WhatsApp, Telegram e Facebook, in relazione ad un elemento sempre più apprezzato dal pubblico per migliorare la propria esperienza di utilizzo con app di messaggistica. In particolare, a distanza di poche settimane dal nostro ultimo report a proposito delle faccine in arrivo nel 2020, occorre guardare avanti e provare a capire cosa avverrà nel 2021. A quanto pare, infatti, andremo incontro ad uno stop “forzato” dello sviluppo di oltre un anno.

Secondo le ultime informazioni raccolte in questi giorni, più in particolare, pare che a causa dei prevedibili rallentamenti legati al Coronavirus il rilascio della versione 14.0 dello standard Unicode, necessario per andare incontro alle nuove emoji WhatsApp, Facebook e Telegram, subirà uno slittamento. Nel dettaglio, passeremo da marzo 2021 a settembre 2021, con un gap di sei mesi che tra approvazioni ed altri piccoli ostacoli porterà alle nuove faccine solo nel 2022.

Gli effetti per le nuove emoji WhatsApp, Facebook e Telegram 2020

In un contesto del genere, è lecito chiedersi quali siano gli effetti per le nuove emoji WhatsApp, Facebook e Telegram del 2020. Nessun timore sotto questo punto di vista, in quanto le valutazioni inerenti il Coronavirus (non menzionato ufficialmente ed in modo esplicito dal Consorzio Unicode) non influirà sul lancio delle emoji di Unicode 13.0. Gli sviluppatori, infatti, hanno reso disponibile lo standard portato alla suddetta versione 13.0 a marzo e le relative emoji dovrebbero essere adottate entro la fine dell’anno dalle principali app di messaggistica.

Medesime condizioni di lavoro che, come si può facilmente immaginare, non possono essere assicurate nel corso del 2020. Con tutto quello che ne consegue per le nuove emoji WhatsApp, Facebook e Telegram del 2021. Conferme importanti in merito arrivano anche da Next Web, con cui ci siamo fatti un’idea più precisa in questi giorni sulla vicenda.

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