Palla a centro contro il Coronavirus. Il calcio riparte a Maggio, ma a porte chiuse

Lo sport torna a vivere, la vita torna nello sport. La battaglia contro il Coronavirus sarà ancora lunghissima ma calciatori e tifosi cominciano anche a guardare al futuro

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Soldi e pallone contro il Coronavirus

Conto alla rovescia per le attività sportive bloccate dal Coronavirus. Se il rallentamento della pandemia fosse confermato, le squadre potrebbero tornare in campo a Maggio.

Per tutto il mese d’Aprile nulla da fare! Dobbiamo tutti restare a casa per dare il nostro contributo nella lotta contro il Coronavirus. Ma dopo il Primo Maggio l’intento del Governo e delle Regioni è quella di autorizzare una sempre maggiore ripresa delle attività, ivi compresa quella sportiva. Naturalmente con molti limiti e restrizioni.

Ormai abbiamo tutti chiaro che con il terribile Coronavirus dovremo continuare a convivere per molto tempo ancora. La pandemia cambierà il nostro modo di vivere, di viaggiare, di lavorare. E cambierà anche lo sport.

Le squadre potrebbero tornare ad allenarsi entro i primi dieci giorni di maggio garantendo salute e sicurezza degli atleti con sessioni di lavoro scaglionate, niente doccia e spogliatoio, severi controlli medici.

I giocatori che si sono recati all’estero dovranno osservare un periodo di quarantena  per scongiurare contagi da Coronavirus e poi potranno tornare in attività. Tutto il mese di maggio sarà dedicato alla preparazione con l’intento di scendere in campo a giugno.

Le società potranno provvedere, intanto, sanificazione degli impianti sportivi e di gioco per aumentare le protezioni di calciatori ed addetti ai lavori.

Due mesi, giugno e luglio , per concludere la stagione in Italia ed in Europa. Un tour de force, al ritmo di una gara ogni tre giorni, per assegnare Scudetto, Coppa Italia, Champions ed Europa League. Una vera e propria abboffata di calcio che di certo però, dopo l’astinenza forzata da Coronavirus, sarà certamente molto gradita tanto ai calciatori ( che non dovranno decurtarsi gli ingaggi) quanto ai tifosi che non si rassegnano a restare senza il trastullo preferito.

E’ un percorso ad ostacoli ma tutto sommato praticabile nelle condizioni attuali di evoluzione del Coronavirus. La pandemia è però un nemico subdolo ed infido. Non dobbiamo abbassare la guardia e rassegnarci fin d’ora a guardarci le partite solo in televisione. Gli stadi riapriranno al pubblico non prima dell’autunno con l’avvio della prossima stagione

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