Nunn’è Ancora Fernuta dei Foja per beneficenza: il progetto sostiene l’Ex OPG Je So’ Pazzo (intervista)

La band partenopea regala il nuovo brano a chiunque vorrà contribuire con una donazione alla campagna Attiviamo La Solidarietà

13
CONDIVISIONI
Photo by Riccardo Piccirillo

Esce oggi, 9 aprile 2020, il singolo Nunn’è Ancora Fernuta dei Foja, band partenopea guidata da Dario Sansone che non si arrende alla grande messa alla prova del lockdown globale disposto dai governi per fermare il Coronavirus.

Un pezzo di storia, forse il più importante di questo nuovo secolo, è ciò che tutti insieme stiamo scrivendo. C’è chi, tuttavia, in questa scrittura si è spinto oltre. I Foja sarebbero dovuto entrare in studio il 23 marzo per registrare il nuovo album ma il DPCM aveva decretato il distanziamento sociale, per questo la band ha scelto di congelare il progetto e di mettersi al sicuro. Lo studio prenotato e un concerto a Napoli sono slittati a una data da definirsi. Una data che è un’incognita per tutti: l’Italia e il mondo intero hanno dovuto premere il tasto standby sui progetti e ridimensionare le priorità.

Tuttavia la loro voglia di esprimersi era troppo forte. La tecnologia di oggi consente l’home recording anche a livelli professionali, per questo Ennio Frongillo (chitarra elettrica), Giuliano Falcone (basso), Giovanni Schiattarella (batteria), Luigi Scialdone (chitarra, ukulele, mandolino), Daniele Chessa (synth), il frontman Dario Sansone e Michele Signore (archi e lira pontiaca) comodamente dalle loro case hanno dato vita a questo brano. Registrate le tracce, hanno mandato tutti il materiale al loro fonico per mixaggio e mastering.

Nunn’è Ancora Fernuta dei Foja non è semplicemente uno dei brani che farà parte del prossimo album della band partenopea: la canzone è il dono dei Foja in questo periodo di paura e apprensione. No, non è tutto. Con Nunn’è Ancora Fernuta i Foja hanno scelto di stare vicini alle persone in difficoltà e per questo aderiscono alla raccolta fondi Durante L’Emergenza – Attiviamo La Solidarietà organizzata dall’associazione etica Ex OPGJe So’ Pazzo di Napoli.

La raccolta fondi

Chiunque effettuerà una donazione di 2, 5, 10, 20 euro o di un altro importo a piacere riceverà in regalo il brano Nunn’è Ancora Fernuta dei Foja, i credits e un’illustrazione ad alta definizione e inedita di Alessandro Rak. Con il sostegno dell’etichetta FullHeads, tutte le donazioni saranno devolute in beneficenza alla raccolta fondi Durante L’Emergenza – Attiviamo La Solidarietà.

Una battaglia, quella dei Foja, che guarda alle famiglie in difficoltà, agli anziani, ai migranti e ai volontari scesi in campo per combattere contro il COVID-19. La band dichiara:

“Durante questo periodo di emergenza abbiamo sentito il bisogno di essere vicini a chi è più in difficoltà. Vorremmo dare una mano agli ‘ultimi’, con un aiuto concreto. Per questo motivo abbiamo deciso di sostenere fattivamente la raccolta fondi ‘Durante l’Emergenza – Attiviamo la Solidarietà’, che l’associazione etica Ex Opg – Je So’ Pazzo di Napoli, ha messo in piedi, regalando a chiunque effettuerà una donazione anche minima, che sarà interamente devoluta in beneficenza, una nostra canzone inedita dal nome ‘Nunn’è Ancora Fernuta’, registrata in remoto durante questi giorni di ‘distanziamento sociale’ e non disponibile in distribuzione ufficiale”.

Una speranza, quella dei Foja, che si respira soprattutto nel testo scritto da Dario Sansone. Folk e sentimento, del resto, sono propri della band partenopea come già avevamo avuto modo di constatare in precedenza. Il testo di Nunn’è Ancora Fernuta dei Foja è una boccata d’ossigeno per chi cerca fortemente la speranza, soffocato da una società martoriata dall’egoismo.

L’intervista a Dario Sansone

Per l’occasione abbiamo intervistato Dario Sansone, frontman dei Foja e autore del testo di Nunn’è Ancora Fernuta.

Dario, come vivi questa emergenza?

“Con la tenacia dell’oggi e la preoccupazione per il domani. Viviamo una destabilizzazione sia psicologica che economica, ora bisogna capire come se ne uscirà. Io vivo nei quartieri spagnoli, ad esempio, e negli ultimi anni l’afflusso di turismo ha fatto sì che questi luoghi si rivalutassero con la nascita di ristoranti e trattorie che ora sono fermi. Per riattivare tutto ci vorrà come minimo un altro anno. Cosa succederà ai quartieri popolari che sono sempre rimasti nell’ombra e che solo ora stavano ricevendo un ridimensionamento?”

Com’è nata l’idea del progetto e dell’inedito?

“Il 23 marzo saremmo dovuti entrare in studio per registrare il nostro quarto album di inediti. Ecco, non avrei mai immaginato che questo singolo sarebbe uscito così, in questa maniera e in questo periodo. Sentivamo forte l’esigenza di stare vicini alle persone, senza restare inermi davanti a tutto ciò che stava succedendo. La canzone ha un anno di vita, ma abbiamo scelto di lavorare a distanza per tirarla fuori perché ci sembrava tanto attuale. Dunque abbiamo messo mano al provino e ognuno, da casa propria e con la propria attrezzatura per l’home recording, ha registrato la propria parte. In seguito abbiamo mandato tutto al nostro fonico che ha mixato il tutto. Per noi è stata una vera e propria messa alla prova, perché siamo sempre stati abituati a fare le cose restando a contatto. La nostra esigenza primaria, però, era quella di riuscire a fare qualcosa di concreto per la gente, per gli ultimi che specialmente loro non sempre rientrano nei mirini delle istituzioni. Per questo abbiamo affiancato la campagna dell’Ex OPG Je So’ Pazzo. Tramite un sito creato appositamente abbiamo fatto in modo che le donazioni arrivino direttamente sul conto della raccolta fondi. Abbiamo scelto questa soluzione perché qualora avessimo lanciato il brano e su Spotify e su altre piattaforme di streaming musicale avremmo dovuto attendere fino a 6 mesi prima della rendicontazione. Abbiamo lavorato 10 giorni tra la costruzione del sito e tutte le cose connesse per rendere nella maniera più chiara tutta la nostra iniziativa. Siamo davvero contenti di dare il nostro contributo. Il nostro è uno scambio: a chi versa una donazione all’associazione noi doniamo il nostro brano, un nostro modo per dire ‘grazie'”.

Cosa ci puoi anticipare sul nuovo album?

“Per ora, vista e considerata la situazione, tutte le priorità e i pensieri sul nuovo album sono in standby. Siamo profondamente dispiaciuti anche perché avevamo lo studio prenotato, avevamo acceso i motori. Del resto sono passati ben 3 anni dal nostro ultimo brano di inediti. Per via di questa situazione la cosa rallenterà ancora, ma questa volta siamo giustificati”.

Cosa faranno i Foja appena potranno uscire nuovamente di casa?

“Oltre a quello di rientrare subito in studio, il nostro sogno è ritornare immediatamente sul palco. Non siamo in grado di stare senza il live e soprattutto ci manca riabbracciare tutte le persone che ci vogliono bene. Addirittura a giugno avevamo in programma un concerto a Napoli dopo un anno e mezzo in cui non suonavamo nella nostra città. Siamo sicuri che però sarà tutto più bello, quando usciremo di nuovo dalle nostre case. Colgo l’occasione per dire che in questo momento gli operatori dello spettacolo non vengono menzionati da nessuno, come se lo spettacolo fosse una cosa non indispensabile. Forse non immagino il tempo da cui questi lavoratori sono fermi. Le persone del nostro staff sono per noi fondamentali, siamo come una grande famiglia dal momento che esistiamo da 13 anni. Siamo cresciuti insieme, anzi, siamo ingrassati insieme! (ride)”.

Se vuoi fare una donazione visita la pagina ufficiale del progetto a questo indirizzo. Grazie al tuo contributo riceverai in regalo il singolo Nunn’è Ancora Fernuta dei Foja e aiuterai tante persone in difficoltà.

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.