Una ricerca dice che dopo il Coronavirus la gente non vorrà andare al cinema

Dopo l'emergenza Coronavirus, il rapporto dei consumatori con il cinema potrebbe cambiare: un'analisi ha rivelato che meno persone andranno a guardare un film in una sala cinematografica

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Durante gli ultimi tempi, le persone in un po’ tutto il mondo sono costrette a dover fare i conti con il Coronavirus. Diversi stati, per evitare che il virus si diffonda ulteriormente, hanno deciso di chiudere i luoghi in cui solitamente si raggruppano le persone, tra cui i teatri, gli eventi pubblici, i ristoranti e le sale cinematografiche. Secondo un recente studio, anche dopo che l’emergenza sarà rientrata, sempre meno persone si recheranno al cinema.

Performance Research, una società che si occupa di eventi, ha collaborato con Full Circle Research Co. per portare avanti una ricerca condotta su più di 1.000 consumatori americani. Il sondaggio puntava a capire quali saranno gli atteggiamenti degli spettatori dopo la fine di questa epidemia. Il dato allarmante per un po’ tutti gli organizzatori di eventi e gli studi cinematografici è che il 44% delle persone pensa che probabilmente non si recheranno presso eventi pubblici di grandi dimensioni. Questo include ovviamente anche i concerti, le fiere e tutte quelle manifestazioni con numerose persone.

Anche l’industria cinematografia sembrerebbe poter essere duramente colpita:

  • Il 49% degli intervistati hanno dichiarato che non si recheranno presso le sale cinematografiche per alcuni mesi o addirittura mai.
  • Il 28% andrà al cinema meno spesso rispetto al passato.
  • Il 15% andrà più spesso al cinema.
  • Il 58% ha dichiarato che i comportamenti non cambieranno.

I dati si riferiscono ovviamente al pubblico statunitense e non sappiamo come si comporterà quello italiano. Ma è facile immaginare che non sarà molto diverso.

Il cinema in Cina dopo il Coronavirus

A rafforzare questa tesi vi è anche l’esempio della Cina. Dopo che il periodo più delicato della pandemia sembrava essere terminato, 500 sale cinematografiche (solo il 5% del totale) hanno deciso di riaprire. Poco dopo, la Commissione sanitaria ha ordinato che i cinema venissero nuovamente chiusi. Pur essendo state aperte per poco tempo, i risultati sono stati catastrofici: ogni proiezione aveva in media meno di uno spettatore. L’incasso totale è stato di appena 9 mila euro.

L’industria cinematografica, anche durante le scorse settimane, si è trovata a fare i conti con non pochi problemi. Le uscite di molti film, tra cui Mulan e No Time to Die, sono infatti state spostate.

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