Ho ascoltato con Phil Palmer un po’ di vinili | Needle

Il mondo musicale di oggi non permetterebbe la nascita di nuovi Phil Palmer, quindi: Long life my friend!

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PHIL PALMER è oggi uno dei più importanti chitarristi al mondo. Ha suonato su almeno 5.000 brani e con tantissimi artisti come Eric Clapton, Dire Straits, George Michael, Iggy Pop, Bob Dylan, Tina Turner, Celine Dion, Robbie Williams, gli Who, Rod Stewart, Trevor Horn, David Sylvian, etc. E in Italia con Pino Daniele, Renato Zero, Eros Ramazzotti, Claudio Baglioni…

Ho chiesto a Phil di venire nel Vinyl Studio e di ascoltare insieme alcuni dei tanti dischi su cui ha suonato. Non è stato semplice prima scegliere i più importanti e poi recuperare quelli che mancavano. Con Phil abbiamo passato quasi tre ore insieme.

Su www.redronnie.tv c’è la versione integrale di questo spettacolare incontro da cui ho tratto la sintesi qui pubblicata. Anche se la sintesi dura quasi un’ora, ma veramente è impossibile sintetizzare in una breve clip la storia di questo leggendario chitarrista.

Phil Palmer ha due zii importanti, i fratelli Dave e Ray Davies, leader dei Kinks che rivoluzionarono il sound britannico con brani come “You Really Got Me”, rendendolo graffiante, heavy. A 5 anni Phil inizia a suonare l’ukulele. Poi è affascinato dalla vita che vede fare agli zii e decide che la musica sarà la sua vita.

Nel 1972 i Davies aprono uno studio di registrazione e Phil inizia a registrare session. Il primo tour lo fa nel 1974 con David Essex.

Nel 1976 riceve una telefonata da David Bowie che lo chiama a Berlino per suonare sull’album “The Idiot” che sta producendo per Iggy Pop. L’esperienza è incredibile, anche perché si lavora solo di notte. Phil è molto orgoglioso del suono sperimentale che ha fatto con la sua chitarra in “Nightclubbing”. Nel disco suona anche la prima versione di “China Girls”.

Nel 1979 viene convocato da Frank Zappa per suonare sull’album di L. Shankar che sta producendo.

Nel 1980 a Londra Phil registra l’album di Lucio Battisti Una Giornata Uggiosa”. Gli esperti sostengono che il suo assolo ne “Il Nastro Rosa” sia il più bello mai fatto su un disco italiano.

In seguito Phil suona con Joan Armatrading, Sheena Easton, ma soprattutto con David Sylvian e Sakamoto. Quando gli mostro l’album “Secrets of the Beehive” lui rimane perplesso: non l’aveva mai visto, né tantomeno aveva mai ascoltato “When Poets Dreamed of Angels” dove i suoi arpeggi di chitarra sono spettacolari.

Inizia anche il rapporto con George Michael che durerà per tutta la vita dell’ex Wham.

Phil racconta di aver amato tantissimo la voce e l’energia di Tina Turner.

Fa un tour con Bob Dylan ma è durante quello con Paul Brady che conosce Eric Clapton. Inizia un rapporto lungo che porta Eric a cedere persino assoli a Phil durante i concerti.

In un live a Knebworth nel 1990, Eric rompe una corda della chitarra e chiede a Phil di fare l’assolo. Mentre suona, Palmer vede che Clapton cambia la corda accanto a Mark Knopfler e che i due stanno commentando il suo assolo.

Pochi mesi dopo, purtroppo, il figlio di Eric Clapton e Lori Del Santo precipita dal balcone e muore. Eric cancella il tour e immediatamente si fa vivo Knopfler per arruolarlo nei Dire Straits. Appena firmato il contratto, Eric Clapton decide di tornare in tour. Phil cerca di sciogliere l’accordo con i Dire Straits, ma non è possibile. Inizia così per lui un’avventura che lo porterà fino a oggi, che sta portando avanti il progetto Dire Straits Legacy, con Trevor Horn, Alan Clark, Mel Collins, Danny Cummings, Andy Tracy, Marco Caviglia, Primiano Di Biase.

Mentre è in Italia in tour con Eric Clapton, a Roma viene contattato da Renato Zero che lo vuole a suonare nel suo disco. Il rapporto con Renato durerà fino al recente “Zero il folle”, dove Phil ha scritto brani e prodotto l’album insieme a Trevor Horn e Alan Clark.

Palmer suona anche con i due leader degli Who: Roger Daltrey e Pete Townshend. Poi ci sono i dischi con Celine Dion e Robbie Williams.

In Italia collabora con Eros Ramazzotti e Claudio Baglioni. Ma il ricordo più intenso Phil lo dedica a Pino Daniele.

Per un periodo smette le vesti di session man per creare un proprio gruppo, gli Spin One Two.

La cosa che mi colpisce da sempre di Phil è la semplicità con cui quasi si stupisce nel raccontare questi incontri musicali che sono nella storia. Ma soprattutto la naturalezza con cui accetta di suonare anche con artisti sconosciuti, come’è accaduto al Barone Rosso quando ha accompagnato Ilaria Argiolas, senza conoscere neppure una sua canzone.

Phil da anni ha una compagna, che è pure cantante, Numa, che rappresenta la sua parte più razionale. Vive a Roma, quando non è in tour.

Il mondo musicale di oggi non permetterebbe la nascita di nuovi Phil Palmer, quindi: Long life my friend!

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