La serie tv Califfato di Netflix prova a raccontare la radicalizzazione islamica dal punto di vista delle donne

La serie tv Califfato di Netflix è un thriller terroristico che racconta fenomeni di radicalizzazione islamica nel nord Europa

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La serie tv Califfato di Netflix è arrivata a metà marzo sulla piattaforma ed è tra le principali novità ad aver attirato l’attenzione del pubblico. La serie ambientata in Svezia prende il via dal pericolo di un imminente attacco dell’ISIS nel Paese, per raccontare il fenomeno della radicalizzazione attraverso una storia che stravolge la vita di alcune donne, una giovane madre musulmana, una brillante studentessa affascinata dal fondamentalismo islamico e un’ambiziosa agente di polizia svedese.

La trama è ambientata nel settembre 2015, quando le vite delle tre donne si incrociano mentre il Califfato minaccia la sicurezza della capitale svedese. La carriera dell’agente di pubblica sicurezza Fatima sembra ormai spacciata dopo un grave errore, ma tutto cambia quando un giorno riceve una telefonata inaspettata quanto sconvolgente: Pervin, una giovane donna svedese, è bloccata a Raqqa, in Siria, dove si è trasferita quando suo marito Husam si è radicalizzato e ha deciso di unirsi all’ISIS come combattente. A Raqqa la donna vive nel costante terrore che la scelta di vita di suo marito finisca per uccidere lei e la sua bambina. Decide così di denunciare alla polizia suo marito, che con la sua cellula di jihadisti svedesi sta pianificando un attacco terroristico su larga scala in Svezia. Pervin accetta di provare a sabotare il piano del marito, a rischio della sua stessa vita, in cambio dell’aiuto di Fatima a rientrare in Svezia con sua figlia, ma la sua vita da infiltrata a Raqqa diventa un incubo. Le loro storie si intrecciano con quella della quindicenne Sulle, annoiata e in cerca di stimoli, che trova nel fondamentalista islamico Ibbe, un assistente del suo insegnante, un punto di riferimento per la scoperta di un nuovo modo di vivere la fede, finendo per diventare una pedina nei piani dell’uomo, un terrorista coinvolto nell’attacco in preparazione. Il misterioso assistente è infatti un uomo dell’IS che recluta una squadra di combattenti in Svezia tra cui due studentesse adolescenti, Sulle e l’amica Kerima.

La serie tv Califfato prova a raccontare con gli strumenti della fiction il dramma vissuto dalle donne musulmane coinvolte nella strategia del terrore del Califfato, la sottomissione ad una violenza fisica ma soprattutto alla manipolazione psicologica, con il peso della disparità di genere che si acuisce enormemente di fronte all’irrazionalità del fondamentalismo. L’idea per il soggetto della serie tv Califfato è venuta allo showrunner Wilhelm Behrman leggendo sui giornali la storia di tre adolescenti inglesi che si sono radicalizzate e hanno deciso di lasciare le loro famiglie per unirsi all’ISIS, una delle tante storie di foreign fighters che si sono verificate in tutta Europa negli ultimi anni, con diversi casi anche in Italia.

Prodotta da Filmlance per l’emittente svedese SVT, arrivata su Netflix a marzo 2020, la serie tv Califfato è stata creata da Wilhelm Behrman insieme a Nikolas Rockström ed è diretta dall’acclamato regista svedese Goran Kapetanovic.

Girata tra Stoccolma e la Giordania, è un thriller che mantiene alta la suspance nel corso degli 8 episodi raccontando parallelamente l’attesa dell’attacco terroristico in Svezia e in Siria, con una corsa contro il tempo per cercare di sventarlo. Un classica trama da thriller terroristico su cui si innesta il dramma di tre donne a vario titolo coinvolte nell’imminente pericolo a partire da drammatiche storie di radicalizzazione.

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